Arriviamo in val Badia in una delle settimane più calde di questa estate.
San Cassiano, nonostante i suoi 1500 metri, non ne è immune.
Temperature anomale anche qui, torrenti in secca e cieli limpidi.
Precipitazioni assenti da tempo.
Nevai visibili solo nelle foto ricordo appese alle bacheche.
Il verde dei prati resiste sotto il sole cocente: oltre le distese d’erba si elevano i massicci di Lavarela e Counturines.
La prima impressione è quella di essere parte in un dipinto.
Lasciata l’auto, raggiungiamo uno dei tetti panoramici più spettacolari della zona.
Dai 160 m della nostra città oltrepassiamo i 2000 m: il dislivello si avverte, non solo nel respiro.
Primo tratto in cabinovia (strappo alla regola per me che non amo le “salite artificiali”) e ripido sentiero poi, fra prati fioriti e sublime silenzio, fino al Pralongià.
Le Dolomiti svettano maestose oltre la linea dei pini mughi e dei larici.
Uno spettacolo a 360° che arriva fino all’impressionante squarcio azzurro che ferisce il ghiacciaio della Marmolada.
a.t.



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