martedì 1 settembre 2026

23 agosto 2026 - da Bosisolo a Cascina Figina e ritorno

Giornata ancora caldissima.
Programmiamo una passeggiata non troppo distante da casa e ci rendiamo conto solo nel mentre che anche oggi il sole non ci risparmierà.

Partenza da Oggiono, in località Bosisolo, nei pressi dell’ex ospedale di via Locatelli.
Appena attraversato il borgo, ci attende una ripida scalinata che sale verso Castello di Oggiono, che non è un vero e proprio castello, ma una frazione 
dove si trovano resti storici e una torre fortificata, anticamente detta Castello de' Perachis e appartenente al Ducato di Milano.
Dopo un breve tratto asfaltato si prosegue sul sentiero che conduce ad una marcita, dove scorre il torrente Daverio.
In circa mezz'ora si raggiunge il centro di Ello e prendendo il segnavia n. 10, si arriva alla località detta i “Mort de la Rata”.
Qui, nel cuore del bosco, si apre un piccolo spiazzo che ospita sul fondo un'antica cappella.
Il nome di quest'area probabilmente deriva dal periodo della peste nera, che flagellò la zona nella metà del XIV secolo.
I tanti ricordi popolari legano la cappella e il bosco circostante al sito dove venivano seppelliti i morti di peste.
Continuando lungo il sentiero, si incrocia la strada provinciale Galbiate – Colle Brianza e poi la salita che conduce a Figina.
Questo è il tratto più panoramico del percorso: nelle giornate più limpide lo sguardo  si apre fino alle Alpi.

P.S. gli scatti sono di pessima qualità: devo decidermi a rispolverare la mia Ca*on!
a.t.






























































23 luglio 2026 - Plaghera: un giro ad anello ed un grazie

Ultimo giorno di vacanza a Santa Caterina.
Oggi, un anello a bassa quota e il nostro grazie ai monti, alle rocce, ai fiori e ai boschi della Valfurva.
Partendo dalla carrozzabile che segue l’impianto di risalita verso la Sunny Valley, raggiungiamo Plaghera.
13 gradi e vento gelido a tratti. 
Sopra di noi il cielo si apre con tutte le variabili possibili di nuvole e di sprazzi d’azzurro.
In meno di 300 m di dislivello si concentra un mondo di meraviglie che solo camminando con lentezza si può contemplare.
a.t.


















giovedì 20 agosto 2026

Mercoledì 22 luglio - Monte Tresero -

Con un cielo terso e la temperatura che raggiunge a fatica i 13 gradi, partiamo in direzione del Monte Tresero.
Poco oltre il cuore di Santa Caterina, in località Centrale, c’è l’attacco del 557.
Pile invernale ben allacciato e mani ghiacciate, percorriamo in solitaria il primo tratto del sentiero che si sviluppa all'ombra di pini e abeti.
Con continui cambi di scena, che alternano bosco, radure e pascoli, in circa un’ora arriviamo a Cerena.
Dal piccolo nucleo di baite il panorama sulle montagne della Valfurva è spettacolare.
Da qui fino al dosso del Tresero, imbocchiamo il 525. Abbiamo circa un'altra ora e mezza di marcia.
Il cammino diventa più impegnativo, fino a superare il solco della valle laterale, zona più ricca di torrenti e rivoli che fuoriescono dalle roccette.
La salita è costante (leggasi: costante e in decisa pendenza) oltre ad essere a tratti molto esposta (leggasi: non proprio consigliata a chi soffre di vertigini).
Splendide le vedute su quel che resta del Ghiacciaio dei Forni, sul gruppo del Cevedale e sulla conca di Santa Caterina Valfurva.
L’ultimo tratto è il più tosto ma, raggiunto il Dosso (2350 m), la fatica svanisce davanti al maestoso panorama.
Mi inchino al cospetto del Tresero.
Dopo averlo ammirato per giorni dal fondo valle, finalmente  sono arrivata così vicina alla sua sommità. 

Per la discesa, noi abbiamo scelto il sentiero denominato La Romantica, percorso senza dubbio “romantico “ per i molti punti panoramici, ma trattasi pur sempre di una direttissima, con una cinquantina di stretti tornanti, che in meno di un’ora scende per oltre 600 metri di quota.
Proprio “romantico” non direi!
a.t.