Il vento dei giorni passati ci regala una tregua.
Una rapida occhiata alle mappe e scegliamo di partire da Airuno, per un anello che il web classifica come "privo di pericoli e impegnativo quel che basta".
Nei pressi della stazione cerchiamo il sentiero 7, quello che ci porterà fino alla Crosaccia.
Poco più di un’ora di marcia, così dicono.
Zaino in spalla, kit di sopravvivenza, scarponi e macchina fotografica (la mia scusa per le pause-premio)… alle 10:10 si parte.
I fitti boschi di castagni ci accolgono subito con il loro abbraccio.
Un silenzio quasi irreale ci accompagna.
Il bianco ed il viola di anemoni e vinche, ovunque.
Il percorso è effettivamente privo di pericoli, oggi neppure troppo fangoso.
Pochi i punti panoramici, data la fitta vegetazione.
A metà tracciato, l'unico tratto in falsopiano mi permette di ripristinare i battiti.
Per il resto, si sale senza tregua, un gradone dopo l’altro.
I miei quadricipiti hanno costantemente “lottato” fino all’arrivo.
Per salvaguardare le articolazioni delle ginocchia, abbiamo poi scelto di scendere verso Aizurro lungo un tracciato privo di gradoni, ma comunque sempre “bello ripido”.
Io azzardo " poiane", ma lascio ai più esperti l’esatta identificazione.