sabato 1 agosto 2026

Sabato 18/7/26 - Ghiacciaio dei Forni

Tempo incerto.
La pioggia è prevista nel pomeriggio e, come da copione, ci ha benedetti sulla via del rientro.
La montagna è così: parti con l’azzurro e incroci le dita perché il cielo non ti inondi d’acqua.
Con la navetta, da Santa Caterina raggiungiamo il Rifugio Forni.
Ore 9:40 - dopo aver ricontrollato la mappa, su mia richiesta, imbocchiamo il sentiero glaciologico basso in direzione del Rifugio Branca.
Per raggiungere la meta è molto gettonato il percorso alto, quello con i ponti tibetani. Il cielo però non mi convince: meglio la via più tranquilla.
Il nostro sentiero segue il torrente Frodolfo che nasce da quel che resta del ghiacciaio dei Forni, fino a qualche anno fa uno dei più grandi delle Alpi italiane.
La natura si mostra in questo luogo con sorprendenti sfaccettature.
Qui convivono distese di fiori multicolori e grigie pareti rocciose; rosse pietre moreniche e acque d’un azzurro celestiale.
Lungo il sentiero sono presenti numerosi pannelli didattici che ricordano gli studi del ghiacciaio da parte di Ardito Desio e Antonio Stoppani.

Notizie dal web: “a partire dagli anni Venti del Novecento, Ardito Desio condusse rilievi sistematici per conto del Comitato Glaciologico Italiano. Le sue campagne di misura documentarono con precisione l’evoluzione del ghiacciaio attraverso fotografie, cartografie e rilievi topografici, creando una delle serie storiche più importanti delle Alpi italiane.
Desio intuì quanto fosse importante osservare il ghiacciaio nel lungo periodo. Le sue misurazioni, confrontate con quelle attuali, mostrano che la lingua glaciale si è ritirata di quasi 3 chilometri rispetto all’inizio del XX secolo e che, dal 2016, quello che un tempo era un unico ghiacciaio si è frammentato in tre corpi distinti. Questo rende il Ghiacciaio dei Forni uno dei casi di studio più significativi in Europa.
a.t.
































giovedì 30 luglio 2026

Venerdì 17/7/26 - Ceisa sopra

Sentiero 571-1
Dopo la pioggia di questa notte, il cielo torna limpido.
Oggi breve camminata per dare modo ai nostri muscoli di riassestarsi.
Partiamo dal centro del paese con una salita che in modo repentino guadagna quota. Non è proprio la pendenza ideale per "quadricipiti, 
gastrocnemi e solei "dolenti, ma la mappa indica che a breve il sentiero taglierà in costa la montagna.
Il percorso alterna tratti ombreggiati a zone assolate, dove la temperatura è decisamente esagerata per l’altezza in cui ci troviamo.
Davanti a noi si apre la valle del ghiacciaio dei Forni, sulla destra il monte della Sobretta e a lato svetta il Tresero, che ho eletto personalmente “ mia cima preferita”.
In un susseguirsi di baite isolate, fiori e farfalle, camminiamo senza incontrare anima viva.
L’ultimo tratto del sentiero che arriva a Ceisa sopra ( 1961 Mt) è poco battuto e ci facciamo strada stile Indiana Jones, fra l’erba alta e le perfide ortiche.
Viva i calzoni lunghi e i calzettoni !
a.t.






















mercoledì 29 luglio 2026

Giovedì 16-07-26 - Valle dell'Alpe -Sunny Valley

Oggi il cielo senza nuvole è perfetto per raggiungere il rifugio Sunny Valley e da lì percorrere i sentieri che sfiorano i 3000 m.
Ci concediamo il lusso di un primo tratto panoramico con la cabinovia, fino al citato luogo dal nome hollywoodiano.
Siamo nella soleggiata 
Valle dell’Alpe, posta a 2.700 metri, tra S. Caterina e la cima del monte Sobretta.
La natura a queste quote è essenziale, priva di eccessi, sublime.
Abbiamo un'unica incertezza sul percorso da scegliere, visti i tanti sentieri che si diramano e l’incongruenza fra la mappa esposta e i numeri assegnati ai vari “giri” pubblicizzati giù a valle.
Ci lasciamo guidare dall’istinto, finché il navigatore non si degna di ripartire.
Che dire, se non che questa è LA montagna che adoro, dove mi trovo più in sintonia con la natura.
Prati rasati e disseminati di fiori che contendono gli spazi alle rocce vive.
Nessun albero, solo una miriate di colori e viste immense, pareti nude, i fischi delle marmotte e il muto sbattere delle ali delle farfalle.
Non ho con me la mia fidata macchina fotografica: con il cellulare è impossibile riprodurre tanta bellezza.

a.t.