Progetto odierno: in treno fino a Como e poi scarpinata fino al Faro Voltiano.
Progetto riveduto in corso d’opera: ci si ferma a Brunate.
Il Faro Voltiano resta fra i progetti.
Fatti e motivazioni
Un modernissimo treno diretto a Lucerna, ci porta fino a Como ( per inciso e per inspiegabili incroci del destino, o per casualità o sincronicità - non saprei - al ritorno ci ritroviamo seduti sui medesimi sedili del treno, nella medesima carrozza, davanti alla stessa persona che ha condiviso con noi il viaggio di andata)
Dalla stazione, ci dirigiamo verso l’attacco del sentiero, evitando di prendere la funicolare per Brunate e scoprendo solo al momento di tornare che era comunque chiusa per ristrutturazione.
Impavidi e scattanti, aggettivi attribuibili solo miei compagni d’avventura, raggiungiamo il primo bivio e imbocchiamo la salita Carescione.
Scelta dettata dal fatto che, rispetto al percorso di destra, sembra più abbordabile.
Le poche istantanee che riesco a scattare, soprattutto per riprendere fiato, testimoniano la "viacrucis" che spetta a chi si imbarca in questa avventura.
Gli sportivi del mio gruppo si arrampicano in stile stambecco e sorridono ad ogni mia richiesta di ossigeno.
Dietro le reti di protezione, il panorama si mostra in tutta la sua bellezza, incurante del mio incedere da bradipo.
Confesso di aver più volte fatto il conto di quanto mi sarebbe costato un recupero in elicottero. Mai fatta così tanta fatica, che ho attribuito ad una recente influenzetta, per non incolpare l'età che avanza.
Ma, alla fine, almeno alla stazione di Brunate ci sono arrivata.
Un'ora dichiarata su uno dei cartelli. Due ore su un altro. Il mio tempo ometto di trascriverlo, per decenza.
La Scalinata Pirotta da percorrere in discesa, lungo il tragitto della funicolare, è il tocco finale che trasforma in cemento i miei muscoli.
Fiori e fiorellini ad addolcire la mia fatica.
a.t.
Nessun commento:
Posta un commento