Cartina alla mano, questa volta partiamo poco sopra Valmadrera, alla volta del Sasso di Preguda sul Moregallo.
Il Sasso di Preguda è un masso erratico scoperto da A. Stoppani nel 1878 e oggetto dei suoi studi sulla teoria glaciologica.
Dalla Valtellina fino a Valmadrera: il lungo viaggio di un blocco di granito di sette metri d'altezza.
Punto di partenza la micro piazzetta Rosé, ai bordi di un cantiere aperto, dove nuovi edifici stanno sorgendo come funghi.
I primi trecento metri di strada, lungo un tratto asfaltato, sono da blocco respiratorio. Giusto il tempo di carburare e di trovare un compromesso fra respirazione e andatura e incrociamo il sentiero n. 6, la cui pendenza ci "rassicura".
Anche qui, un dedalo di sentieri che si intrecciano.
I muretti divisori contengono il nostro sguardo, mentre la vegetazione si fa sempre più fitta.
Nessuno lungo il sentiero. Nessun eco dalla sottostante superstrada: il silenzio è quasi assoluto.
Le farfalle ci precedono fedeli come damigelle e sopra le nostre teste plana una poiana, sfruttando le termiche.
I tanti terrazzamenti panoramici "ci costringono" a numerose soste: non a caso mi sobbarco il peso della macchina fotografica e dei suoi tele.
In meno di un'ora raggiungiamo la meta, lasciandoci alle spalle i boschi di castagni, noci, querce e carpini.
Sull'ultimo terrazzamento, poco sotto la vetta del Moregallo, il Sasso di Preguda, divenuto parete dell'abside della chiesetta di San Isidoro.
Anche questa volta un panorama notevole.
a.t.

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