In un punto relativamente poco battuto di Val Monastero, nel cuore della Grigna, si nasconde uno spettacolare gioiello della natura: la cascata del Cenghen.
Un'ora di marcia fra fitti boschi e poi l'incanto.
Dopo aver raggiunto in auto Linzanico, frazione di Abbadia Lariana, a destra dell'antico lavatoio, seguiamo la mulattiera che costeggia alcune abitazioni.
Ore 10:00. Il cielo non promette nulla di buono. Ovvero: meglio marciare protetti da convincenti nuvoloni, che sotto il sole cocente!
Il sentiero è ben tenuto, quasi degno dei capolavori di Beatrix Potter. Muretti in pietra, fiori e rampicanti, farfalle a decine.
La prima parte del percorso, con la sua lieve pendenza, sfiora alcuni campi coltivati. Ulivi e vigne sono incorniciati da secolari boschi di castagni e noci.
Villini e villette di recente ristrutturazione, inspiegabilmente silenziose, sbucano dalla fitta vegetazione.
Dopo circa venti minuti incrociamo il sentiero che proviene da Crebbio: seguiamo fedelmente il cartello e attraversiamo il piccolo agglomerato di Calec, con il suo punto panoramico sulla Grigna meridionale.
Le frecce bianche dipinte sul muro dell'ultima abitazione ci suggeriscono di svoltare a sinistra verso il bosco. Sembrerà banale raccontarlo, ma questo percorso si sviluppa in un dedalo di sentieri paralleli e perpendicolari. Anche qui, nessuna traccia dell'Ostregatto!!!
In pochi minuti ci troviamo nuovamente immersi nel fitto bosco. Il percorso si fa via via sempre più stretto e ripido.
Respiriamo a pieni polmoni il mix di profumi che spaziano dalla resina al ciclamino...
e rallentiamo il passo, non solo per la pendenza che si fa sentire. La bellezza del luogo merita di esser vissuta ad un ritmo lento.
Poi, all'improvviso, il sentiero apre il suo sipario ed un blocco roccioso si materializza dal nulla. Come un gigantesco deux ex machina, una parete verticale fa il suo ingresso in scena.
Un velo d'acqua trasparente la taglia a metà.
Incanto e stupore.
a.t.
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