Varco la soglia del Parco e subito un’aria diversa taglia i miei respiri. Il cielo, sgombro di nuvole, trattiene gli ultimi raggi di sole. Il terreno sopporta il mio peso, scricchiolando appena.
Con lo sguardo fisso le sommità degli alberi: linee scheletriche sfiorano l’immenso.
La luce, al ritmo dei miei passi, sfuma velocemente e all’improvviso tutto si fa ombra.
Oltre il buio di figure ormai prive di luce, l’esplosione rossa di un nuovo tramonto mi sorprende.






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