Ogni tanto vi faccio ritorno.
E’ un luogo che amo.
Non c’è una ragione specifica o forse è insita nell’atmosfera che lo circonda.
In ogni stagione vi scopro un nuovo motivo per ammirarne la bellezza.
Dettagli sparsi. Colori mutevoli. Luci e ombre sempre differenti.
E poi, il concerto dei volatili, che riempie di note il cielo.
Mi immergo nella indisciplinata natura dell’oasi, dove ogni singolo ramo combatte la sua sfida quotidiana alla ricerca di luce e nutrimento.
Un’energia incredibile mi avvolge: adoro la geometria di ogni singolo tronco, le linee prospettiche che si intersecano, l’intreccio di specie diverse, la morte di creature che si trasforma in nuova vita per altre.
Qui il Caos ha un suo senso di essere.
Il mio sguardo rimbalza fra cielo e suolo.
Alzo gli occhi per scoprire dove puntano i rami più alti e poi mi abbasso, raso terra, per guardare tutta quella vita da un’opposta prospettiva.
Lame di luce tagliano le fronde, che ora tendono ai colori del fuoco.
Il freddo inaspettato ( per me sotto i 24 gradi è già temperatura glaciale) mette a dura prova la sensibilità dei miei arti.
Sono male equipaggiata e fotografare diventa una sfida.
Oggi combatto il freddo e le raffiche di vento, ma sono in pace.
a.t.
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