sabato 19 settembre 2020

19 settembre 2020 - Lungo il Canale Villoresi

 



A piedi lungo il Canale Villoresi.
Sette chilometri - andata. Altrettanti al ritorno.
Un percorso seguito molte volte in bici: vento sul viso e immagini che fuggono via veloci.
Oggi, invece, abbiamo scelto la lentezza dei nostri passi. Causa di forza maggiore o, più semplicemente, “altro modo per vivere un’esperienza”.
Il rumore delle acque è il primo particolare che cogliamo.
Solitamente si intreccia e si confonde con il suono delle ruote e scivola via senza lasciare memoria, oltre i caschetti protettivi.
Il canale oggi è colmo. A tratti gorgoglia  come fosse un torrente.
Nei punti lontani dal traffico, il canto dell’acqua, in rapida discesa, ha note sublimi, che ipnotizzano.
E’ un canto colmo di energia,  capace di accogliere e sostenere la danza
 delle prime foglie autunnali.
Il contrasto è stupendo: la potenza dell'acqua e la leggiadria delle foglie .
L'attimo poetico si dissolve però, non appena lo sguardo si solleva e va in panoramica.
Il luogo potrebbe essere meglio di quello che in effetti è.
Gli ingredienti ci sono tutti: acqua, flora, fauna, colori e profumi.
Ogni volta che ripercorro questa via, delusione e rabbia  mi assalgono.
Oggi ancora di più: la lentezza lascia il tempo per osservare e disquisire.
Incuria, scelte architettoniche discutibili, degrado, inciviltà ovunque.
Alla alzaia del Villoresi manca “Bellezza”.
No. Rimodulo il mio pensiero: la bellezza di questo tratto di alzaia è sommersa dall’incuria pubblica e privata.
Erbacce, muri scrostati, tagli e potature degne di un boia da una parte; dall’altra il senso civico che pare essere riservato a pochi eletti.
(cartelli divelti/imbrattati – cartacce & co. ovunque – parapetti distrutti/panchine vandalizzate...volutamente non fotografati).

Sette chilometri alla ricerca della bellezza.
Sette chilometri a chiederci dove sia stata relegata.

a.t.


































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