Domenica d’agosto senza nuvole: il temporale di ieri ha ripulito cielo e terra.
La meta di oggi è il rifugio Piazza a 785 m di altezza, proprio sopra Lecco. Le guide dichiarano un'ora di cammino per circa 390 metri di dislivello.
All’uscita dalla galleria di Lecco imbocchiamo la vecchia strada per la Valsassina fino alla frazione di Rancio Alto e subito vengo avvolta dai ricordi. Anni fa (parlo del mio giurassico ) quella era la via che mi portava alla neve e alle piste piste da sci...
Parcheggiamo poco prima del cimitero, lungo via Quarto, e imbocchiamo una strada asfaltata con pendenza a mille, segnalata con un cartello del Cai. Il sentiero 52 è quello da seguire.
Lo spettacolo di cui godiamo alla partenza già basterebbe.
Subito un quarto d'ora di sofferenza allo stato puro: la sensazione è quella di compiere un passo avanti e di rotolare un metro indietro! ( la prossima volta - prima di fotografare - mi munisco di goniometro!)
Imbocchiamo poi un sentiero a gradini, e ci accorgiamo dopo dieci minuti d'aver sbagliato strada, ma poco importa.
D'altronde, mai dar per scontato le indicazioni dell'Ostregatto.
Attimo di sconforto ( dettato dal pensiero di rifarsi discesa e salita) e poi troviamo comunque il modo di recuperare il cammino perduto, sempre in un contesto di panorami mozzafiato e pendenze ...mozzafiato.
Attimo di sconforto ( dettato dal pensiero di rifarsi discesa e salita) e poi troviamo comunque il modo di recuperare il cammino perduto, sempre in un contesto di panorami mozzafiato e pendenze ...mozzafiato.
Il Resegone è sempre lì, al nostro fianco, maestoso e unico.
Un breve tratto in piano, limitato a sinistra da una rete paramassi e a destra da una fitta sterpaglia che cela le rocce, riporta i nostri battiti ad una soglia sopportabile.
Il tratto è breve, per fortuna, perchè un poco claustrofobico.
Il tratto è breve, per fortuna, perchè un poco claustrofobico.
Poi il sentiero nuovamente prende il volo e s’inerpica fra le rocce. Il fitto bosco continua a risparmiarci dai raggi del sole cocenti.
Ciclamini incastrati fra le fessure delle rocce e farfalle ovunque; tratti esposti a strapiombo, catene per facilitare la salita su alcuni tratti scivolosi. Il mio regno! La montagna allo stato puro.
Prima tappa presso la cappellina della Madonna del Carmine, d’un bianco abbagliante.
Panorama divino ( concetto già espresso, ma vale la pena ripeterlo).
Qualche minuto per godere del "beneficio della bellezza" e poi ripartiamo lungo il sentiero sulla sinistra della cappellina.
Quindici minuti circa di saliscendi lungo un tratto a prova di vertigini.
Poi ecco il rifugio: bandiera issata e tavoli affollati da una moltitudine di vocianti avventori.
a.t.
