lunedì 9 luglio 2018

8 luglio 2018 – Cornizzolo


 Arrivare in vetta ha un che di simbolico. Ne sa qualcosa chi frequenta la montagna e non è scontato affermare che la fatica viene in ogni caso premiata.



Lungo il percorso di questa domenica, appena lasciata la frazione Pozzo di Civate, veniamo per qualche minuto coinvolti e travolti dalla gioia di alcuni sconosciuti che stanno attendendo una centenaria.
Festeggerà lì, fra le montagne, il suo traguardo, la sua vetta. Un caso, sincronicità, chiamatela come volete.
A ciascuno la sua vetta e, per quel che ci riguarda, un’emozione in più da aggiungere a questa giornata.







Torniamo alla escursione odierna. Lasciata la comitiva festante, proseguiamo lungo una comoda mulattiera lastricata, seguendo l’indicazione per San Pietro al Monte.




Ora del ….la partenza 11:20 – siamo decisamente in ritardo, rispetto ai miei canoni abituali. Sconteremo ciò, soffrendo in silenzio quando il sole a picco si prenderà la sua rivincita su di noi! 




Muretti, recinzioni e cancelli fanno da sponda al percorso: molto, fin troppo, curato. Continuo a non amare i sentieri acciottolati, scomodissimi in discesa e troppo in contrasto con la natura circostante. 
 Alcuni esempi di architettura rurale del passato ( il cartello segnaletico indica il XIX sec) sono stati recuperati: si tratta di "casoti" in pietra, per ripari notturni dei pastori, durante le permanenze in quota.



Al primo bivio, seguiamo il sentiero n. 10
Dopo il primo tratto di “riscaldamento” la pendenza si fa sentire. Fortunatamente il fitto bosco ci protegge dal sole.



Quarantacinque minuti a passo ritmato ( ritmato dal fiatone!), fra il canto degli uccellini e il profumo dei primi ciclamini, poi il bosco si apre nell’incantevole radura che ospita il santuario di San Pietro al Monte.
I  prati sono affollati da ogni genere di turista: da quello semplicemente sdraiato sull’erba, a quello che si è portato persino la tenda da campeggio.
Quota 663 m.







Appena dietro il santuario, riprendiamo il sentiero che ci stronca nuovamente il fiato: più che un sentiero è una sorta di gradinata senza fine, il cui fondo di terra e radici è trattenuto dai tronchi.
Una sorta di Via Crucis.
Una selezione naturale davvero convincente.



Tratti con varia pendenza si alternano fino alla fine della quota boschiva, al limitare della quale scorgiamo, lontanissimo, il rifugio e, sulla sinistra, il Resegone.





Sotto di noi i laghi.
Sulle nostre teste, ombre volanti.
Il Cornizzolo è punto di partenza per gli amanti dei parapendii e dei deltaplani. 





Il bosco ci riassorbe lungo un tratto nuovamente ripido. Il tracciato si inerpica su roccette a tratti esposte. La vegetazione è decisamente cambiata: betulle, carpini, ippocastani, robinie, lasciano il posto agli arbusti.
Ultimo tratto ripido e l'arrivo al rifugio Consiglieri. Quota 1095. 
Gente ovunque, arrivata  in gran parte in auto dalla strada adiacente. 
Festa degli alpini, tavolate, brindisi, musica e canti in sottofondo.
Prati anche qui gettonatissimi per la tintarella d'alta quota.
Molti gli intrepidi ciclisti. 





Guardiamo la cima del Cornizzolo. E' lì che dobbiamo giungere, lungo un sentierino tracciato nel prato, che nell'ultimo tratto diventa roccioso. 




Quota 1241 m.

Spettacolo. Silenzio. Pace.






a.t.




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