mercoledì 14 settembre 2016

Villa Arconati – Castellazzo di Bollate


11 settembre 2016


Splendida e non per nulla definita una piccola Versaille: Villa Arconati è un altro dei tanti gioielli lombardi che vale la pena visitare.
Il suo nucleo più antico risale all’epoca medievale.
Nel 1610 l’erede della famiglia Arconati, tale Galeazzo, ne diventa proprietario, dando vita alla prima parte del suo ampliamento.
Luogo d'intrattenimento, dimora soprattutto estiva, la villa era nata per ospitare e stupire.
E’ circondata da un immenso parco (animato da sculture fantasiose, giochi d’acqua e  fontane   solo in parte ancora funzionanti) conservato ancora egregiamente ( fatto salvo alcune aree che necessitano di interventi di ripiantumazione e saggia potatura!).
Villa Arconati è oggi uno scrigno vuoto : l’impatto visivo rende ancora più accentuata la discrepanza fra quello che essa rappresentò in passato dal punto di vista culturale e il suo attuale stato di decadimento.
All’interno un museo raccoglieva, tanto per citare qualche esempio, quadri di Tiziano, statue d’epoca romana, una ricca biblioteca e, così riferisce la guida, il Codice Atlantico.
Le sale per banchetti, le cappellette, gli studi privati, le stanze per gli ospiti dotate di bagno interno e il salone dei ricevimenti (affrescato dai fratelli Galliari - gli scenografi del Teatro Regio di Torino, gli stessi che realizzarono le scene dell' opera che inaugurò la Scala di Milano – 1778), nonostante siano oggi completamente spogli, sono di una bellezza che lascia senza parole.
Dallo splendore al declino, dunque: Villa Arconati è stata abitata dagli ultimi eredi fino agli anni Ottanta e via via spogliata dei suoi beni.
Nel  2004 ha ricevuto il maggior numero di segnalazioni dal FAI, quale “luogo del cuore da non dimenticare”.
E’ di quegli anni un discutibile, per non definirlo “folle”, progetto di restauro che prevedeva la contemporanea realizzazione di immobili di lusso nella zona confinante con il  parco. Attualmente Villa Arconati è sede della Fondazione Augusto Rancilio, che si occupa della promozione di attività culturali destinate a finanziare il restauro della villa.


































Nessun commento:

Posta un commento