Poco oltre il cuore di Santa Caterina, in località Centrale, c’è l’attacco del 557.
Pile invernale ben allacciato e mani ghiacciate, percorriamo in solitaria il primo tratto del sentiero che si sviluppa all'ombra di pini e abeti.
Con continui cambi di scena, che alternano bosco, radure e pascoli, in circa un’ora arriviamo a Cerena.
Dal piccolo nucleo di baite il panorama sulle montagne della Valfurva è spettacolare.
Da qui fino al dosso del Tresero, imbocchiamo il 525. Abbiamo circa un'altra ora e mezza di marcia.
Il cammino diventa più impegnativo, fino a superare il solco della valle laterale, zona più ricca di torrenti e rivoli che fuoriescono dalle roccette.
La salita è costante (leggasi: costante e in decisa pendenza) oltre ad essere a tratti molto esposta (leggasi: non proprio consigliata a chi soffre di vertigini).
Splendide le vedute su quel che resta del Ghiacciaio dei Forni, sul gruppo del Cevedale e sulla conca di Santa Caterina Valfurva.
L’ultimo tratto è il più tosto ma, raggiunto il Dosso (2350 m), la fatica svanisce davanti al maestoso panorama.
Mi inchino al cospetto del Tresero.
Dopo averlo ammirato per giorni dal fondo valle, finalmente sono arrivata così vicina alla sua sommità.
Per la discesa, noi abbiamo scelto il sentiero denominato La Romantica, percorso senza dubbio “romantico “ per i molti punti panoramici, ma trattasi pur sempre di una direttissima, con una cinquantina di stretti tornanti, che in meno di un’ora scende per oltre 600 metri di quota.
Proprio “romantico” non direi!
Per la discesa, noi abbiamo scelto il sentiero denominato La Romantica, percorso senza dubbio “romantico “ per i molti punti panoramici, ma trattasi pur sempre di una direttissima, con una cinquantina di stretti tornanti, che in meno di un’ora scende per oltre 600 metri di quota.
Proprio “romantico” non direi!
a.t.












































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