Se dunque in media stat virtus, in questa scelta sta anche la bellezza di un percorso lungo quel che basta e spettacolare per gli scorci panoramici che regala.
Partiamo dalla chiesetta di San Martino alle 11:00, con il sole già bollente e solo qualche nuvola in cielo.
Dopo un primo tratto lastricato e un secondo con gradini in cemento, la cui pendenza si merita un podio per l’affanno che provoca, veniamo accolti da un fitto bosco.
Al riparo dai dardi del sole, fra pini, abeti, castagni e robinie la salita rimane costante.
Passo dopo passo, al ritmo delle pale rombanti di un elicottero che sfiora i pendii circostanti, guadagniamo quota, fino a scorgere da lontano la piana di San Tomaso.
La meta pare a due passi, ma in montagna il senso dei “due passi” non è mai letterale: i saliscendi e i giri pindarici sono sempre in agguato.
a.t.








































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