Non è la prima volta che scelgo di lasciare a casa tele, filtri, cavalletti, schede di memoria, per poi accorgermi di esserne orfana.
In questi dieci giorni di silenzioso esilio, mi sono passate accanto ombre, forme e armonie che la mia mente non potrà conservare a lungo.
La bellezza di certi luoghi rimarrà lì, fissata in un tempo-spazio distante da me.
Così come il planare dei gabbiani, l’avvolgersi delle onde, lo scivolare del sole dietro le colline.
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