La giornata è soleggiata, ma non particolarmente afosa. L'ideale per una camminata in montagna, se solo ci fossimo mossi per tempo.
Data "l'ora tarda", il rischio di restare imbottigliati nel traffico diretto ai laghi ci fa optare per una soluzione a pochi chilometri da casa.
Avevo sentito parlare, tempo fa, delle "piramidi di Montevecchia" e, nonostante non siano dall'altro capo del mondo, non vi ero mai stata, o meglio, non le avevo mai notate.
Consiglio questo breve percorso ad anello a chi volesse intraprendere una passeggiata rilassante: grado di difficoltà zero; dislivello minimo; lunghezza 4 km circa.
Viti, olivi, imponenti cipressi, fiori e farfalle, a completare l’impianto scenico.
Mi sono riproposta di ritornarvi in autunno, quando esploderanno i colori.
Ore 9:55 parcheggiamo dunque l’auto nei pressi della chiesa di Rovagnate (Lc), in frazione Monte, e imbocchiamo via Galbusera Bianca, che in pochi minuti conduce alla prima delle tre “piramidi”.
Il paesaggio attorno, i suoi colori e le sue armonie, bastano a fare di questa zona un luogo speciale.
Gli studi e le ricerche che dal 2001 si sono susseguiti per svelare l’enigma delle tre colline aggiungono solo un pizzico di mistero a tanta naturale bellezza.
A prima vista nulla le differenzia dal resto dei profili circostanti.
Le osservazioni da satellite hanno invece rilevato che base, pendenza e lati delle tre alture sono identici. Tutte e tre le colline sono inoltre orientate a Est e disposte come le piramidi di Giza.
Chi abbia modellato a gradoni queste piramidi, a quanto leggo, resta un mistero, avallato dal fatto che la zona, detta anche “dei prati magri”, è scarsamente coltivabile.
Scartata la finalità agricola, resta quella religiosa o astronomica.
La prima altura, detta “Collina dei cipressi”, si raggiunge seguendo una brevissima rampa.
La prima altura, detta “Collina dei cipressi”, si raggiunge seguendo una brevissima rampa.
Sulla cima 12 straordinari cipressi, alcuni dei quali secolari, sono disposti ad anello e circondano un santuario naturale.
Pochi metri di pura energia, che si apprezza soprattutto se si ha la fortuna di non trovare altri visitatori.
Pochi metri di pura energia, che si apprezza soprattutto se si ha la fortuna di non trovare altri visitatori.
Qui si potrebbe aprire un capitolo infinito circa la assoluta maleducazione di certuni: voci da mercato ambulante, rifiuti sbadatamente abbandonati, borracce e zaini appoggiati proprio sull’ara in cima alla collina.
Sacralità della natura e cafonaggine umana a confronto.
La seconda piramide, dai gradoni ben visibili, conosciuta anche come “Belvedere Cereda”, pare sia stata utilizzata come osservatorio astronomico dai Celti. Anche questa si raggiunge seguendo un sentiero in costa, che termina con una ripida, ma brevissima, salita.
Inutile aggiungere che il panorama che si gode dall'alto è sublime.
La seconda piramide, dai gradoni ben visibili, conosciuta anche come “Belvedere Cereda”, pare sia stata utilizzata come osservatorio astronomico dai Celti. Anche questa si raggiunge seguendo un sentiero in costa, che termina con una ripida, ma brevissima, salita.
Inutile aggiungere che il panorama che si gode dall'alto è sublime.
La terza piramide è la più difficile da individuare, perché completamente ricoperta di vegetazione.
Da qui, si prosegue, in parte attraverso i boschi, verso Cascina Ratta - del XVI sec. - che attualmente ospita un ristorante, per poi scendere verso la tenuta La Costa.
In questo punto si diramano numerosi sentieri non sempre ben segnalati.
Poco male, però, se si imbocca quello errato: la valle è piccola, Montevecchia alta è sempre lì a fare da "faro" e...prima o poi riappare la prima delle tre piramidi, quella dai maestosi cipressi, ad indicare il traguardo.
Noi siamo ritornati su quella prima cima, per rendere il nostro silenzioso omaggio a madre natura, ai Celti o a chiunque abbia contribuito alla creazione di questo luogo .
Da qui, si prosegue, in parte attraverso i boschi, verso Cascina Ratta - del XVI sec. - che attualmente ospita un ristorante, per poi scendere verso la tenuta La Costa.
In questo punto si diramano numerosi sentieri non sempre ben segnalati.
Poco male, però, se si imbocca quello errato: la valle è piccola, Montevecchia alta è sempre lì a fare da "faro" e...prima o poi riappare la prima delle tre piramidi, quella dai maestosi cipressi, ad indicare il traguardo.
Noi siamo ritornati su quella prima cima, per rendere il nostro silenzioso omaggio a madre natura, ai Celti o a chiunque abbia contribuito alla creazione di questo luogo .
a.t.

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