mercoledì 1 gennaio 2020

28 dicembre 2019 - Lugano

Una voce annuncia che siamo in arrivo a Lugano, ma con tre quarti d'ora di ritardo. Quest'ultima parte della frase viene pronunciata con un'inflessione  che pare sottintendere che "il disguido è da addebitarsi unicamente alla tratta italiana". 
Sorrido: siamo giunti nella patria della precisione...



L'orologio della chiesa a ridosso della stazione segna le 13:15. La giornata è tersa e gelida. La cima del Monte Bré ci attende.




Il trenino che porta verso il lago "sorride" , ma noi, intrepidi, decidiamo di raggiungere a piedi la fermata della funicolare, che si trova dalla parte opposta della città. 



Un primo colpo d'occhio ci da già l'idea dello spettacolo che andremo a godere.


Imbocchiamo a caso le strade semi deserte. L'atmosfera natalizia avvolge anche Lugano e strani personaggi sbucano dal nulla, annunciati dal suono dei loro carillon. Per qualche attimo sparisce la cortina di serietà e rigore che uno si aspetta di trovare in terra elvetica ...



Pausa pranzo: chi mi conosce sa che per me è tempo perso e che dopo pochi minuti la sedia che pazientemente mi sostiene, diventa bollente.


Davanti a noi la superficie del lago  increspata  dal vento e splendidi platani secolari che con i loro rami accarezzano le acque




Gabbiani a iosa anche qui: in volo, appollaiati sui cavi elettrici, dondolanti fra le onde, spiaggiati.


Il binomio Lugano-gabbiani mi mancava.


Abbiamo solo poche ore a disposizione, prima che il nostro treno riparta per Milano.
Il tema del tempo che sfuma veloce e che si perde o si ritrova nei momenti spesi ad attendere qualcosa o qualcuno  ( dipende dai punti di vista) è il fil rouge di oggi.
Treno in ritardo, cameriere che per portarci due panini pare esser migrato in altro Stato, funicolare che parte ogni quarto d'ora e che noi perdiamo per una manciata di secondi.


Poco importa, o ...caspita...ci restano solo tre ore.
A ciascuno la sua reazione: la Natura  nei confronti dei nostri deboli crucci pare ancora più maestosa.



Ore 15:15. Si parte: la funicolare arranca lentissima fra i boschi. Dai finestrini appannati si intravedono scampoli di bellezza, luci, colori. Il tramonto incombe.


Prima fermata. Altri quindici minuti di attesa...


...Cima del Monte Bré: chiedo al sole di ritardare la sua discesa...


...mentre attorno le nuvole di tingono. Il contro-sole è da brividi: i raggi tagliano il cielo, infuocando il lago, mentre il resto del paesaggio viene piano piano inghiottito dalle ombre.








Il freddo si insinua ovunque: le mani quasi faticano ad armeggiare con gli obiettivi.
Il dubbio è che concentrandosi per fermare tutta questa meraviglia in una sequenza di scatti, non mi stia perdendo questo tempo presente.
Ripongo per qualche minuto la macchina e mi concedo il privilegio di osservare e basta...ma resisto solo per qualche minuto...


...e oggi, rivedendo a distanza di tempo gli scatti, mi rendo conto di quante sfumature non sono riuscita a imprimere nelle mie memorie.
a.t.








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