Ore 9:45 - Cielo da incanto, giornata relativamente calda.
Lasciamo alle nostre spalle il cimitero nuovo di Valmadrera, imboccando via Salvo D'Acquisto, fino a raggiungere il sentiero lastricato che segue la Via Crucis verso il santuario della Madonna di San Martino.
All'altezza della ottava stazione, imbocchiamo una mulattiera sulla destra.
E' l'inizio della Valle dell'Inferno, una spettacolare gola in cui si susseguono cascatelle e pozze d'acqua cristalline.
Il percorso, segnalato come "via attrezzata" in realtà è privo di punti di sicurezza. Ovvero: un tempo c'erano; ora non più.
Fin da subito ci è chiaro il motivo per cui la valle sia stata dedicata agli inferi!
La roccia bagnata, diversi passaggi a strapiombo e soprattutto la mancanza di catene ( presenti solo i chiodi in cui un tempo erano fissate) rende il sentiero poco sicuro.
Decidiamo, a malincuore, di aggirare l'ostacolo, tornando verso valle e riprendendo la via dalla quinta stazione.
La salita non dà un attimo di tregua: il sentiero, dal fondo di sassi e radici, è a tratti molto stretto, ma mai pericoloso.
Per non apparire una "palla al piede" e per ripristinare il battito cardiaco a livelli ragionevoli, prendo fiato ad ogni terrazza panoramica, giocando la carta della "foto-ricordo" da dover scattare.
In meno di un'ora giungiamo alla chiesetta di San Tomaso.
Qui sosta premio: ai nostri piedi i laghi brianzoli e davanti a noi sua maestà il Resegone.
a.t.
Nessun commento:
Posta un commento