mercoledì 17 luglio 2019

luglio 2019 - Isola d'Elba



Torno in uno dei luoghi della mia adolescenza.
Una terra e un mare che ho profondamente amato.
Il cerchio  deve chiudersi: al racconto dell'Elba mancava il capitolo finale.
Dalla terra e dal mare, da ogni duna e da ogni orizzonte,  riemergono ricordi misti a lacrime.

La regola è che, in ogni caso, nulla del passato torna come era un tempo. 
I luoghi   cambiano e con essi anche il nostro percepire.

Torno e mi sento come straniera.
La selvaggia Lacona è stata colonizzata: villini e villoni, residence, nuovi campeggi sono spuntati ovunque.
Parte dei vigneti e degli uliveti sono   stati abbandonati.
Strade asfaltate hanno preso il posto dei sentieri sterrati e la sera, il canto delle cicale e dei grilli è sovrastato dalla musica sparata a palla dai vari teatrini a cielo aperto. Mi domando quale sia la ragione di ricreare in questo angolo di paradiso le stesse ambientazioni da "disco music" fruibili ogni sera dell'anno in qualsiasi città. Il turismo di massa e le sue inderogabili esigenze: ecco la risposta.
Neppure i profumi mi sembrano più gli stessi.
Cerco i maestosi eucalipti e i giganteschi pini marittimi per orientarmi: il loro aroma si confonde con quello degli oleandri piantati a migliaia lungo ogni nuova via tracciata. 
La spiaggia di Lacona è oggi  una distesa regolare di ombrelloni monocolore, effetto "polli in batteria".

Passeggiando nelle vicinanze del "mio vecchio " campeggio  ritrovo l'albero che scalavo da bambina per raggiungere il terrazzo dei miei compagni di gioco ( no comment, please- i miei erano ignari del fatto!) . Per qualche istante mi ritrovo a casa.

Da Lacona a Punta Stella, seguiamo un sentiero che si inerpica sulla collina a strapiombo sul mare, fra arbusti di rosmarino e mirto.
Lì c'è la  scogliera che   più volte mi aveva descritto mio padre come il luogo più incantevole dell'isola. Quella volta io non c'ero.

Consiglio spassionato:   gli amanti della tranquillità girino a debita distanza da Marina di Campo ( a meno che non vogliano  provare l'ebrezza delle affollate estati romagnole) .
Meglio Rio Marina ed il suo vecchio porticciolo.
Ai romanticoni suggerisco invece Marciana Marina al tramonto: dal molo si può assistere al bacio fra il sole infuocato e il mare.

p.s. foto scattate con il telefono - chiedo venia per i risultati!
a.t. 



(Piombino - in lontananza si intravede l'Elba )


Cielo plumbeo alla partenza




Lacona - 1953  - I secolari pini marittimi resistono ancora. 

Strade asfaltate contornate da oleandri, piste ciclabili, parcheggi, dove fino agli anni Settanta non c'era nulla. I colori dei tramonti: quelli son rimasti!



Via dei Vigneti 1022. Qui le vie in fatto di lunghezza non scherzano.




Chiesa della Madonna della Neve. ( sec. XII)
Il nome è legato ad una "leggenda - miracolo" ( a voi la scelta) che risale al 5 agosto del 358 d.c., quando 
 un'inattesa nevicata imbiancò   il Colle Esquilino. Sull'area Papa Liberio fece edificare  la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Il Santuario, che domina il Golfo di Lacona,  attualmente viene aperto solo in occasione di festività particolari.





Sotto il tramonto: Golfo di Lacona e Golfo Stella.





Golfo di Lacona e Capoliveri ( sulla collina)


Oleandri e viti  di  Aleatico, il vitigno  autoctono dell'Elba.  



Finocchio selvatico


Canne di bambù


Ex-pini marittimi




Oleandri, uva, fichi, finocchio selvatico, rosmarino: what else?





Il "mio albero-scuola"!



La spiaggia di Lacona by night 




Marina di Campo: spiagge attrezzate e imbarcazioni a iosa.



La costa ovest dell'Elba è la più arida. 
Dalla spiaggia della Fetovaia ( attualmente una delle più affollate) fino a Punta S.Andrea è un susseguirsi di rocce a picco sul mare e  calette solitarie.



Marciana Marina


Tramonto a Marciana Marina











Ultima sera a Lacona: rendo grazie...






Portoferraio




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