lunedì 29 luglio 2019

20 luglio 2019 - Lago di Montorfano



La Riserva Naturale del Lago di Montorfano si trova fra i comuni di Montorfano e Capiago Intimiano, in provincia di Como.

Lasciandoci alle spalle il Lido, luogo attrezzato per i turisti con tanto di biglietto d’ingresso & annessi e connessi, ci addentriamo per il sentiero che costeggia   quasi tutto il perimetro di questo minuscolo specchio d’acqua.
Le sponde sono circondate da un fitto bosco di ontani, castagni, betulle e robinie  e le aree attigue alla riva, sono incorniciate da stupendi canneti.
Solo a tratti è ben visibile il lago, particolare per la sua forma tondeggiante.
Lungo la riva troviamo alcuni gruppi di pescatori in regime di “monopolio” sulle poche spiaggette presenti.

Complice forse la giornata molto calda, abbiamo visto ben poco della fauna che ci saremmo aspettati di trovare. 
L'ultima parte del percorso esce dalla zona boschiva e si immette su una ciclabile che conduce al paese.
Da lontano, attorno al campanile, assistiamo alla danza di mille rondini.

Mi annoto qui a margine la leggenda che ho trovato trascritta su uno dei pannelli illustrativi del luogo.
Ognuno poi la legga con lo spirito e l’animo che vuole...

“... lago di Montorfano si sarebbe originato dalle lacrime del piccolo Monte Orfano che piangeva perché, dopo la formazione della catena alpina, si era trovato abbandonato, lontano dagli altri monti lariani. Nel bacino d’acqua così formato dalle sue copiose lacrime, specchiandosi, potè alla fine vedere un altro monte simile a sé, e si sentirsi  meno solo”.
a.t.














martedì 23 luglio 2019

20 luglio 2019 - Albese con Cassano - Como



Sabato 20 luglio – Giornata di sole, d’azzurro e di gran caldo – come da stagione.
Cercando un luogo dove passeggiare, possibilmente “fresco, poco affollato, per nulla trafficato",  giungiamo ad Albese con Cassano, in provincia di Como.
Ora del...la partenza: 10:40.
Siamo ai piedi del monte Bolletto .
Una serie di sentieri si snodano attraversano boschi.
Da via Gatti, nel cuore del paese, lungo le antiche dimore che celano
, come mastrioske,  particolari cortili, proseguiamo per via Monte Grappa, dove la strada asfaltata si innesta su un agevole sentiero.
Leggasi: agevole, cioè ben tracciato.
In merito alla pendenza: quel tanto che basta per accelerare il battito cardiaco in pochi nano secondi!
In circa 15 minuti, raggiungiamo una Baita - chiusa ( la baita degli alpini) recentemente ristrutturata e circondata da aiuole ben tenute ( non tutte le piante qui sono tipiche del luogo...ma tant'è!)
Proseguiamo addentrandoci nuovamente nel bosco ( principalmente di castagni e noccioli). L'atmosfera è di pura pace.
Dopo pochi minuti giungiamo alla Madonna del cepp ( le nostre montagne portano ovunque tracce di vie crucis, grotte di Lourdes in scala 1:1 , cappelline ).
Di qui partono una serie di sentieri, alcuni dei quali giungono fino alla cima del Monte Bolletto ( con un bonus di altre 2h e 40' di marcia).
Noi scegliamo una soluzione intermedia, proseguendo fra i boschi, fotografando particolari, ascoltando i tanti canti e fermandoci a respirare quei profumi che le città hanno cancellato.
I nostri passi ci conducono alla "Madona del Balabi "( oggi saremo santificati per sempre)...

a.t.






























mercoledì 17 luglio 2019

luglio 2019 - Isola d'Elba



Torno in uno dei luoghi della mia adolescenza.
Una terra e un mare che ho profondamente amato.
Il cerchio  deve chiudersi: al racconto dell'Elba mancava il capitolo finale.
Dalla terra e dal mare, da ogni duna e da ogni orizzonte,  riemergono ricordi misti a lacrime.

La regola è che, in ogni caso, nulla del passato torna come era un tempo. 
I luoghi   cambiano e con essi anche il nostro percepire.

Torno e mi sento come straniera.
La selvaggia Lacona è stata colonizzata: villini e villoni, residence, nuovi campeggi sono spuntati ovunque.
Parte dei vigneti e degli uliveti sono   stati abbandonati.
Strade asfaltate hanno preso il posto dei sentieri sterrati e la sera, il canto delle cicale e dei grilli è sovrastato dalla musica sparata a palla dai vari teatrini a cielo aperto. Mi domando quale sia la ragione di ricreare in questo angolo di paradiso le stesse ambientazioni da "disco music" fruibili ogni sera dell'anno in qualsiasi città. Il turismo di massa e le sue inderogabili esigenze: ecco la risposta.
Neppure i profumi mi sembrano più gli stessi.
Cerco i maestosi eucalipti e i giganteschi pini marittimi per orientarmi: il loro aroma si confonde con quello degli oleandri piantati a migliaia lungo ogni nuova via tracciata. 
La spiaggia di Lacona è oggi  una distesa regolare di ombrelloni monocolore, effetto "polli in batteria".

Passeggiando nelle vicinanze del "mio vecchio " campeggio  ritrovo l'albero che scalavo da bambina per raggiungere il terrazzo dei miei compagni di gioco ( no comment, please- i miei erano ignari del fatto!) . Per qualche istante mi ritrovo a casa.

Da Lacona a Punta Stella, seguiamo un sentiero che si inerpica sulla collina a strapiombo sul mare, fra arbusti di rosmarino e mirto.
Lì c'è la  scogliera che   più volte mi aveva descritto mio padre come il luogo più incantevole dell'isola. Quella volta io non c'ero.

Consiglio spassionato:   gli amanti della tranquillità girino a debita distanza da Marina di Campo ( a meno che non vogliano  provare l'ebrezza delle affollate estati romagnole) .
Meglio Rio Marina ed il suo vecchio porticciolo.
Ai romanticoni suggerisco invece Marciana Marina al tramonto: dal molo si può assistere al bacio fra il sole infuocato e il mare.

p.s. foto scattate con il telefono - chiedo venia per i risultati!
a.t. 



(Piombino - in lontananza si intravede l'Elba )


Cielo plumbeo alla partenza




Lacona - 1953  - I secolari pini marittimi resistono ancora. 

Strade asfaltate contornate da oleandri, piste ciclabili, parcheggi, dove fino agli anni Settanta non c'era nulla. I colori dei tramonti: quelli son rimasti!



Via dei Vigneti 1022. Qui le vie in fatto di lunghezza non scherzano.




Chiesa della Madonna della Neve. ( sec. XII)
Il nome è legato ad una "leggenda - miracolo" ( a voi la scelta) che risale al 5 agosto del 358 d.c., quando 
 un'inattesa nevicata imbiancò   il Colle Esquilino. Sull'area Papa Liberio fece edificare  la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Il Santuario, che domina il Golfo di Lacona,  attualmente viene aperto solo in occasione di festività particolari.





Sotto il tramonto: Golfo di Lacona e Golfo Stella.





Golfo di Lacona e Capoliveri ( sulla collina)


Oleandri e viti  di  Aleatico, il vitigno  autoctono dell'Elba.  



Finocchio selvatico


Canne di bambù


Ex-pini marittimi




Oleandri, uva, fichi, finocchio selvatico, rosmarino: what else?





Il "mio albero-scuola"!



La spiaggia di Lacona by night 




Marina di Campo: spiagge attrezzate e imbarcazioni a iosa.



La costa ovest dell'Elba è la più arida. 
Dalla spiaggia della Fetovaia ( attualmente una delle più affollate) fino a Punta S.Andrea è un susseguirsi di rocce a picco sul mare e  calette solitarie.



Marciana Marina


Tramonto a Marciana Marina











Ultima sera a Lacona: rendo grazie...






Portoferraio