Il Castello di Melegnano si erge sulla via Emilia, in una posizione un tempo strategica .
I testi fanno risalire alla seconda metà del 1200 le sue origini, ma di fatto entra nella storia con Matteo I Visconti.
Dopo la divisione di Milano e del suo contado tra i fratelli Galeazzo e Bernabo', viene assegnato a quest'ultimo, che ne amplia l’antica struttura, dandole l’aspetto di un'imponente dimora con pianta a quadrilatero, mattoni intonacati a vista e alte torri angolari.
Per la cronaca, che mescola storia a leggenda, si narra della frequente permanenza a Melegnano di Bernabò e dei suoi accesi contrasti con la Chiesa.
L’episodio della scomunica è certo il più noto. Si narra che egli costrinse i due ambasciatori del Papa a mangiare, pezzo per pezzo, la bolla papale.
Il Castello, polo strategico per il controllo della zona a sud di Milano, oltre a dimora dei Visconti, era alloggiamento di truppe e personale addetto all'amministrazione di tutto il territorio circostante, che assicurava entrate costanti nelle casse del ducato milanese.
Altro particolare da segnalare: quando Gian Galeazzo, nipote e genero di Bernabò e suo successore, divenne Duca di Milano e fu incoronato in Sant’Ambrogio nel 1395 ( estendendo il suo potere su tutta la Lombardia) sullo stemma ducale dei Visconti comparve l’aquila imperiale.
Gian Galeazzo, durante il periodo della peste di Milano, cercò rifugio nel Castello di Melegnano, ma non scampò al contagio e qui morì nel 1402.
Nel 1500 subentrano i Medici, che solo nel 1981 vendono il Castello alla provincia di Milano.
Dopo la divisione di Milano e del suo contado tra i fratelli Galeazzo e Bernabo', viene assegnato a quest'ultimo, che ne amplia l’antica struttura, dandole l’aspetto di un'imponente dimora con pianta a quadrilatero, mattoni intonacati a vista e alte torri angolari.
Per la cronaca, che mescola storia a leggenda, si narra della frequente permanenza a Melegnano di Bernabò e dei suoi accesi contrasti con la Chiesa.
L’episodio della scomunica è certo il più noto. Si narra che egli costrinse i due ambasciatori del Papa a mangiare, pezzo per pezzo, la bolla papale.
Il Castello, polo strategico per il controllo della zona a sud di Milano, oltre a dimora dei Visconti, era alloggiamento di truppe e personale addetto all'amministrazione di tutto il territorio circostante, che assicurava entrate costanti nelle casse del ducato milanese.
Altro particolare da segnalare: quando Gian Galeazzo, nipote e genero di Bernabò e suo successore, divenne Duca di Milano e fu incoronato in Sant’Ambrogio nel 1395 ( estendendo il suo potere su tutta la Lombardia) sullo stemma ducale dei Visconti comparve l’aquila imperiale.
Gian Galeazzo, durante il periodo della peste di Milano, cercò rifugio nel Castello di Melegnano, ma non scampò al contagio e qui morì nel 1402.
Nel 1500 subentrano i Medici, che solo nel 1981 vendono il Castello alla provincia di Milano.
Nel 2001 la parziale apertura al pubblico dell’edificio, con visite guidate a cura della pro-loco il sabato e la domenica.
Allo stato attuale, le ali laterali non sono ancora utilizzate ( in parte vuote/in attesa di ulteriori opere di recupero) e solo il corpo centrale è utilizzato per attività culturali.
Allo stato attuale, le ali laterali non sono ancora utilizzate ( in parte vuote/in attesa di ulteriori opere di recupero) e solo il corpo centrale è utilizzato per attività culturali.
a.t.
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