Di Parma mi resta nel cuore Palazzo Pilotta.
Attraversiamo il giardino antistante in una perfetta giornata di primavera. Sarà, ma anche il clima piacevole, il cielo terso, l’aria limpida, contribuiscono a rendere il visibile più bello. Palazzo Pilotta oggi è circondato di vita, colori, gente.
Saliamo al primo piano, lungo un’imponente scala . Un gigantesco portale ligneo ci lascia senza parole. E’ quello l’ingresso al Teatro Farnese.
Varchiamo la soglia e restiamo nuovamente senza fiato, ma non siamo gli unici. L’impressione di trovarci in un luogo speciale per bellezza e unicità ci accomuna ai tanti visitatori. Incredibile cogliere sui volti di ognuno una comune espressione, lo stesso identico sorriso che scatta appena gli occhi colgono lo splendore del teatro.
Un grande salone, completamente spoglio, scarsamente illuminato e circondato da gradinate in legno, abbraccia ogni visitatore.
Lo stupore sta proprio nel contrasto: niente tendaggi, nessuna poltrona imbottita, velluti, ghirigori dorati. La bellezza è nella pura semplicità, nella forma delle gradinate, che ricorda appunto un abbraccio, nel grande palco spoglio, con le sue travi grezze a vista, a fare da quinta, e la pavimentazione quasi eccessivamente inclinata verso il pubblico.
Non so quale spiegazione razionale dare, ma l’effetto provato è stato da brividi.
In origine, leggo, Teatro Farnese era una “sala d’arme e di tornei”, trasformata in teatro nei primi decenni del 1600 per volontà di un duca di Parma e Piacenza, Ranuccio I, dice la storia, che voleva render omaggio con uno spettacolo teatrale al soggiorno temporaneo a Parma del granduca di Toscana, Cosimo II.
La motivazione può far sorridere, può sorprendere, ma prendiamola così!
Il destino vuole che Cosimo II annullasse ogni viaggio, per motivi di salute, e il teatro rimase chiuso per molti anni. Fu inaugurato solo nel dicembre del 1628, per le nozze del figlio di Ranuccio con Margherita de’ Medici, figlia di Cosimo.
Nel 1944 un bombardamento aereo alleato lo distrusse quasi completamente.
Tra il 1956 e il 1965 venne ricostruito seguendo il progetto originario, ma solo recentemente è tornato ad ospitare eventi teatrali.
Attraversiamo il giardino antistante in una perfetta giornata di primavera. Sarà, ma anche il clima piacevole, il cielo terso, l’aria limpida, contribuiscono a rendere il visibile più bello. Palazzo Pilotta oggi è circondato di vita, colori, gente.
Saliamo al primo piano, lungo un’imponente scala . Un gigantesco portale ligneo ci lascia senza parole. E’ quello l’ingresso al Teatro Farnese.
Varchiamo la soglia e restiamo nuovamente senza fiato, ma non siamo gli unici. L’impressione di trovarci in un luogo speciale per bellezza e unicità ci accomuna ai tanti visitatori. Incredibile cogliere sui volti di ognuno una comune espressione, lo stesso identico sorriso che scatta appena gli occhi colgono lo splendore del teatro.
Un grande salone, completamente spoglio, scarsamente illuminato e circondato da gradinate in legno, abbraccia ogni visitatore.
Lo stupore sta proprio nel contrasto: niente tendaggi, nessuna poltrona imbottita, velluti, ghirigori dorati. La bellezza è nella pura semplicità, nella forma delle gradinate, che ricorda appunto un abbraccio, nel grande palco spoglio, con le sue travi grezze a vista, a fare da quinta, e la pavimentazione quasi eccessivamente inclinata verso il pubblico.
Non so quale spiegazione razionale dare, ma l’effetto provato è stato da brividi.
In origine, leggo, Teatro Farnese era una “sala d’arme e di tornei”, trasformata in teatro nei primi decenni del 1600 per volontà di un duca di Parma e Piacenza, Ranuccio I, dice la storia, che voleva render omaggio con uno spettacolo teatrale al soggiorno temporaneo a Parma del granduca di Toscana, Cosimo II.
La motivazione può far sorridere, può sorprendere, ma prendiamola così!
Il destino vuole che Cosimo II annullasse ogni viaggio, per motivi di salute, e il teatro rimase chiuso per molti anni. Fu inaugurato solo nel dicembre del 1628, per le nozze del figlio di Ranuccio con Margherita de’ Medici, figlia di Cosimo.
Nel 1944 un bombardamento aereo alleato lo distrusse quasi completamente.
Tra il 1956 e il 1965 venne ricostruito seguendo il progetto originario, ma solo recentemente è tornato ad ospitare eventi teatrali.
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