mercoledì 16 marzo 2016

Arcore - Villa Borromeo D'Adda

Un gioiello a pochi passi da casa, che ogni volta mi lascia sospesa fra due sentimenti: l’incanto e la perplessità.


Leggo la storia di questa splendida dimora. Parla di un complesso formato inizialmente da due ville distinte: una risalente alla seconda metà del Seicento e l'altra costruita cento anni più tardi, su una collinetta chiamata la Montagnola.
Si narra di passaggi di proprietà, di ristrutturazioni e interventi architettonici che hanno completamente modificato il progetto iniziale.
Fra la metà e la fine del 1800 vengono unificati e ripiantumati i due giardini preesistenti, restaurata e ampliata la residenza detta della “Montagnola”, mentre viene abbattuto il corpo centrale del palazzo sottostante , per creare un grande ingresso con cancellata, una portineria e una cappella neorinascimentale.
Dal 1980 il Comune di Arcore ne è il proprietario e il parco è stato aperto al pubblico, ma da tempo il degrado ha inghiottito ciò che una volta era un gioiello dell’architettura lombarda. I vandali e l’abbandono hanno ridotto la Villa ad una struttura pericolante, malamente impacchettata da ponteggi arrugginiti, ingabbiata come una belva.
Dopo tanto degrado, leggo, un recente progetto di restauro riporterà allo splendore questa Villa .

Dodici marzo 2016

Percorriamo in silenzio, la macchina fotografica fra le mani, il perimetro attorno alla Villa. Personalmente ho quasi timore a fotografarla.
Le sue crepe, le finestre murate per impedire accessi indesiderati, i decori in ferro battuto in parte divelti, i gradini sbriciolati, le erbacce, mi trasmettono un senso di tristezza e di abbandono.
Non sento la vita, non riesco a immaginare che lì ce ne fu.

Cerco particolari illuminati dal sole, abbracciati dalla natura che si innesta fra le macerie, ma ne nasce un contrasto troppo forte.
E’ come stare di fronte al dolore.
Riguardo gli scatti: faccio un cenno ad A. e insieme ci allontaniamo dalla Villa, seguendo i viali alberati ancora spogli.

Davanti a noi un laghetto con qualche anatra e poco più avanti, una lunga vasca colma di acqua che forma una splendida prospettiva fra gli alberi.
Il click delle nostre macchine rompe ritmicamente il silenzio.

Fiori, gemme, rami con progetti di vita.
Il sole sta tramontando fra gli alberi.
Osservo da lontano il retro della Villa: lo immortalo, cercando di tagliare dall’inquadratura i ponteggi e il degrado che non le dovrebbero appartenere. 
























Nessun commento: