lunedì 8 aprile 2024

7 aprile 2024 - da Suello al Buco della Sabbia

Affidandoci alle piantine di G**gle, oggi decidiamo di percorrere il sentiero che da Suello (LC) porta verso la Buca di Sabbia, grotta situata sul versante sud orientale del Monte Cornizzolo.

Dietro la chiesa parrocchiale del paese, seguiamo i cartelli con indicazione Priel, Monte Cornizzolo, San Pietro al Monte, percorrendo le strette vie, fino alla salita che segue un canale.  





Imbocchiamo poi la Via Crucis, che da queste parti non può che essere in “sostenuta pendenza”. 
Il cielo leggermente velato e il bosco ci danno una mano a sopravvivere alle XIV stazioni.


Scale, scalette e scaloni che tolgono il fiato, mentre sopra le nostre teste si librano due rapaci dall'apertura alare convincente.





Soste premi con vista laghi



Con il fiato corto e le gambe che friggono, giungiamo al Priel, luogo panoramico e attrezzato con tavoli e panche.


Al primo bivio, poco distante, parte sulla destra un tratto di sentiero finalmente pianeggiante. Le nostre gambe e i nostri polmoni possono gioire, ma non per molto.
 




Una successiva discesa ci fa perdere velocemente quota: la montagna ci presenta poi il conto, con un bel tratto di salita  fra roccette, gradoni e catene. 




Ai nostri piedi i laghi di Pusiano



e quello di Annone, avvolti da una leggera foschia.


Le indicazioni per nulla precise e il groviglio di sentieri che si diramano ovunque  non ci aiutano e un paio di volte imbocchiamo il sentiero sbagliato ( fa e disfà....)




Osservando  una mappa naïf che incrociamo "nel mezzo del cammin..."constatiamo che il sentiero che avrebbe dovuto condurci alla meta non è neppure citato.


All'ennesimo bivio troviamo finalmente l'indicazione per l'agognato Buco della Sabbia.
Due cose le abbiamo comunque imparate: 
1) da queste parti la parola bivio non corrisponde a "due strade"
2)  ci vorrebbero anni per percorrere tutti i sentieri in quel del Cornizzolo


Così, sempre scortati dai due rapaci che veleggiano sopra i nostri capi e circondati da una marea di margherite,




imbocchiamo il sentiero delle Croci,
 



fino alle falesie, oggi  affollate da impavidi scalatori.
Il Buco, che ormai avevamo dato per disperso, ci attende.



Personalmente mi sono accontentata di sbirciare l'ingresso, restando nella zona antistante le due
 camere accessibili. La situazione era troppo claustrofobica per i miei gusti .
Incuriosita dal nome, ho poi trovato sul web che il Buco di sabbia deve l’appellativo al gran lavoro dei primi speleologi e archeologi che la individuarono, costretti a rimuovere strati di sabbia per accedervi. 
Sempre dal web, in una terza camera sono stati trovati resti umani seppelliti in modo rituale, con corredi e utensili. Questa grotta fu utilizzata come riparo anche dai soldati romani che controllavano il vicino Dosso della Guardia.






E dalla antica via romana, facciamo ritorno a Suello...


...sotto un cielo colorato dai parapendii partiti dal Cornizzolo.





a.t

domenica 24 marzo 2024

Sabato 24 marzo 2024 - da Valmadrera al Sasso Preguda

Sono le 11:00 quando raggiungiamo Valmadrera (LC)  alla volta del Sasso di Preguda, un masso erratico proveniente dalla Val Masino e trasportato dai ghiacciai fino al Monte Moregallo.

A sei anni di distanza, torniamo a ripercorrere lo stesso sentiero, ma in un’altra stagione, con altre sensazioni, come fossimo in un’altra vita…
Il percorso non presenta difficoltà particolari.
Il dislivello è di circa 350 metri, per poco meno di un’ora di camminata, con pendenze definite dai vari siti web come "abbastanza blande".
Il giudizio relativo alle pendenze è ovviamente discutibile.
Il sentiero parte con un tratto asfaltato oggettivamente ripido: ognuno è libero di affrontarlo “in quarta” o con “qualche pausa di riflessione”.

Oggi uno splendido codirosso spazzacamino ci ha fatto da apripista e mi ha personalmente aiutato ad affrontare il "famigerato primo tratto in salita" con maggiore leggerezza.
Sognare di possedere le ali di un codirosso talvolta aiuta...
Superato "il primo tratto", effettivamente la pendenza si assesta su gradi più moderati, intervallati a brevi strappi a gradoni, capaci di riportare i battiti cardiaci a ritmi frizzanti. ( mai sostare troppo sugli allori...)
Posso garantire che gli splendidi squarci su Valmadrera, sul Lago di Annone, sulla Brianza, nonché il profilo del maestoso Resegone, i colori decisi dei narcisi, delle vinche e delle primule, compensano a pieno ogni sforzo e ogni “corto circuito respiratorio”.
Sull'ultimo terrazzamento, poco sotto la vetta del Moregallo, riposa il Sasso di Preguda.
Dopo un così lungo e travagliato viaggio, si ritrova ora a dover sorreggere l’abside della chiesetta di San Isidoro.

Da qui la vista a strapiombo sul lago è da capogiro.
"Ocio" segnala un inequivocabile cartello...

a.t.







grazie, codirosso


Il Resegone