domenica 22 maggio 2016

La Certosa di Parma

Periferia di Parma.
Certosa di Paradigna o Valserena, conosciuta anche come La Certosa di Parma.

Tutto mi sarei aspettata, tranne di varcare un luogo neutro, completamente spogliato della sua originaria spiritualità. Ignoravo la sua storia, soprattutto il suo declino e il suo recente riutilizzo.
Della costruzione originaria della fine del 1200 rimangono solo poche tracce, molte di esse semplicemente transennate, nascoste dall’erba e visitabili 
con la guida. Nulla rimane del progetto di fede che l’aveva animata. 

La Certosa fu fondata con l’approvazione di Bonifacio VIII e affidata ai monaci cistercensi provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle (Piacenza).
A partire dal XVII secolo fu ampliata e arrivò ad ospitare più di cinquecento monaci. In epoca napoleonica fu soppressa e divenne sede militare, poi ricovero di attrezzi agricoli, persino fabbrica di generi alimentari e infine fu abbandonata.
Negli anni Ottanta ha inizio il recupero dell’area, confluito nel progetto dell’Università di Parma di creare uno spazio espositivo e “un archivio di materiali originali della comunicazione visiva e della ricerca artistica e progettuale italianavedi CSAC






















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sabato 7 maggio 2016

28 marzo 2016 - Villa Necchi Campiglio




Lunedì di Pasquetta. Il cielo è quasi autunnale. Milano la nostra meta, una città dai tanti angoli sorprendenti, come quello compreso nel “Quadrilatero del Silenzio” in zona Porta Venezia, fra via Cappuccini, via Vivaio, Via Mozart. 

giovedì 5 maggio 2016

30 aprile 2016 - Villa Menafoglio Litta Panza



"Considero Villa Panza un luogo che rappresenta il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l'unione tra l'Europa e l'America nella sua piena espressione.” (Wim Wenders)

Il nostro viaggio ci porta oggi a Varese, sul colle Biumo .
Villa Menafoglio Litta Panza è la spettacolare, concedetemi il termine, dimora immersa in un parco da favola che ci apprestiamo a visitare.
Solo qualche accenno alla sua storia che ha inizio nella seconda metà del XXVIII secolo, per volere del marchese Paolo Antonio Menafoglio. Numerosi, come spesso succede, i passaggi di proprietà ( dai Menafoglio, ai Litta Visconti, ai Panza); importanti le modifiche strutturali che ne hanno rimodellato l’aspetto e la funzione nel corso degli anni, trasformandola da luogo per ricevimenti mondani a residenza di lusso e, successivamente, a museo privato. Momenti di abbandono e di degrado si sono alternati ad altri di rinascita. Duchi, marchesi, famiglie ricchissime l’hanno abitata e animata; architetti della fama del Canonica e del Portaluppi hanno lasciato la loro traccia. Una storia per nulla banale quella di Villa Litta Panza, destinata a rinascere, per l’ennesima volta, grazie all’ambizioso progetto dell’ultimo suo proprietario, Giuseppe Panza. Considerato uno dei più importanti collezionisti di arte contemporanea , dal 1955 al 2000 ha raccolto più di duemilacinquecento opere fra espressionismo astratto, pop art, minimalismo e arte ambientale.
Nel 1996 la villa è entrata a far parte del patrimonio del FAI e dal 2001 è aperta al pubblico e ospita periodicamente mostre di livello internazionale.

Attualmente è visitabile Natura naturans , la doppia personale dedicata a Roxy Paine e Meg Webster, due artisti americani accomunati dall’idea di rappresentare la natura come ciclo continuo di crescita e trasformazione.

Per tutti quelli che dovessero capitare in zona è un’occasione di  immergersi nel bello, nel particolare, è una possibilità in più di farsi contaminare da nuove idee, colori, sensazioni e di nutrire la mente, per spiccare voli inaspettati.