Attendiamo con pazienza che si liberi un posto. Il dubbio, data la coda, è che il mondo intero si sia radunato in questo angolo di paradiso, per un evento che ci è sfuggito.
Dopo un tempo che ci pare senza fine, riusciamo nell’impresa e con stupore ci guardiamo attorno. Nessuna folla, nessun evento: solo silenzio, interrotto dalle voci di qualche gitante.
Il sentiero che conduce a Capanna Mara è il giusto compromesso fra la tranquilla passeggiata e quel poco di sforzo che si possa compiere sui monti.
I tratti di sterrato si alternano a quelli lastricati. Duecento cinquanta metri di dislivello, con pochi momenti in cui i battiti del cuore si fanno sentire.
Qualche macchia di neve ghiacciata resiste nei punti più in ombra.
Le prime-primule cercano nuovi spazi e vita nuova.
Breve sosta a Capanna Mara, per via dell’aria tagliente e del cielo bigio e tappa sulle sponde del lago Pusiano, a riscaldare cuore e mani, sotto un incerto e pallido sole.
a.t.
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