Leggo e riporto giusto un assaggio di quanto trovato sul web. Trattasi di “strutture geomorfologiche originate dal progressivo dilavamento dei depositi morenici, abbandonati dai ghiacciai quaternari al loro ritiro.
In Lombardia se ne trovano altri a Zone (BS) e a Postalesio (SO) e curiosamente queste formazioni prendono denominazioni sempre differenti. In Valle d’Aosta sono noti come “Muraglie del diavolo ”, nel cuneese “Ciciu” (pupazzi), in Trentino “ Omeni".
Giunti dunque a Rezzago abbiamo seguito le indicazioni per “Fontana dell’Acqua Bona”, perdendoci fra le viuzze del borgo, fino ad imboccare la strada asfaltata in direzione dell’Agriturismo Cascina Enco.
Il sentiero prosegue per un breve tratto in costa, giusto il tempo per rodare i muscoli.
Tutto intorno uno splendido bosco di carpini neri, tigli, querce e giganteschi castagni. Cinguettii di ogni sorta e nessun umano!
Superato un ponticello, la pendenza aumenta quel tanto che basta per attivare nel mio cervello la domanda di rito: “Chi me lo ha fatto fare?, quesito esistenziale che fatico a tener a bada.
Albero dopo albero, un passo dietro l’altro, arriviamo al castagneto di Enco, un angolo di maestosa meraviglia dove troviamo le indicazioni per i Funghi.
Un ripido e ben tracciato sentiero conduce alle formazioni, in parte nascoste dalla vegetazione.
Percorriamo poi la Valle dei Morti fino alla cappella detta, guarda caso, “Madonna dei Morti” , adiacente ad uno dei tanti massi erratici presenti in zona.
P.S. Noi abbiamo impiegato circa quattro ore per compiere il giro ad anello. Sosta pranzo, soste foto e fiato-corto compresi nel conteggio!
a.t.
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