mercoledì 14 giugno 2023

fine maggio 2023 - Rezzago - Funghi di terra

Sotto un cielo indeciso, a metà fra l'autunnale e il primaverile, con nuvole pronte ad inondarci d’acqua, raggiungiamo il comune di Rezzago (Co), alla scoperta dei “Funghi di terra”, architetture naturali di cui personalmente ignoravo l’esistenza.
Leggo e riporto giusto un assaggio di quanto trovato sul web. Trattasi di “strutture geomorfologiche originate dal progressivo dilavamento dei depositi morenici, abbandonati dai ghiacciai quaternari al loro ritiro.
In Lombardia se ne trovano altri a Zone (BS) e a Postalesio (SO) e curiosamente queste formazioni prendono denominazioni sempre differenti. In Valle d’Aosta sono noti come “Muraglie del diavolo ”, nel cuneese “Ciciu” (pupazzi), in Trentino “ Omeni".
Giunti dunque a Rezzago abbiamo seguito le indicazioni per “Fontana dell’Acqua Bona”, perdendoci fra le viuzze del borgo, fino ad imboccare la strada asfaltata in direzione dell’Agriturismo Cascina Enco.
Il sentiero prosegue per un breve tratto in costa, giusto il tempo per rodare i muscoli.
Tutto intorno uno splendido bosco di carpini neri, tigli, querce e giganteschi castagni. Cinguettii di ogni sorta e nessun umano!
Superato un ponticello, la pendenza aumenta quel tanto che basta per attivare nel mio cervello la domanda di rito: “Chi me lo ha fatto fare?, quesito esistenziale che fatico a tener a bada.
Albero dopo albero, un passo dietro l’altro, arriviamo al castagneto di Enco, un angolo di maestosa meraviglia dove troviamo le indicazioni per i Funghi.
Un ripido e ben tracciato sentiero conduce alle formazioni, in parte nascoste dalla vegetazione.
Percorriamo poi la Valle dei Morti fino alla cappella detta, guarda caso, “Madonna dei Morti” , adiacente ad uno dei tanti massi erratici presenti in zona.
P.S. Noi abbiamo impiegato circa quattro ore per compiere il giro ad anello. Sosta pranzo, soste foto e fiato-corto compresi nel conteggio!
a.t.










































venerdì 2 giugno 2023

2 giugno 2023 - da Valmadrera San Martino a San Tomaso

 

Il traffico in direzione Oggiono oggi è da bollino rosso.
Dopo un lento pellegrinaggio a passo d'uomo, raggiungiamo Valmadrera e lasciamo l’auto nei pressi del cimitero. 
Un acciottolato, guarnito da gradini irregolari, ci conduce alla Chiesa di San Martino.
Primo rodaggio per le gambe, mentre il sole ha già surriscaldato l’aria.
Oltrepassata la chiesa, il percorso si immette in uno stretto sentiero che alterna tratti boschivi ad altri in piena luce.
Notevole la vista sul lago di Annone e incantevole il profilo del Resegone.
La pendenza oggi non dà tregua e dopo circa un’ora di salita intravediamo la piana di San Tomaso, che una curiosa illusione ottica fa sembrare ad un tiro di schioppo.
Dobbiamo invece ancora tagliare la gola del sentiero delle vasche: giusto altri 45 minuti di marcia su e giù per il fitto bosco, popolato da enormi massi erratici.
Arrivati alla meta, troviamo il prato della piana di San Tomaso in versione Miami-beach.
Neppure il tempo di un panino e l’eco di alcuni convincenti tuoni rimbalza fra le pareti dei monti. La cima del Resegone di fronte a noi ha un convincente cappello di nuvole grigie...
a.t.