Abbiamo in programma di percorrere il sentiero ad anello attorno al lago.
Non abbiamo trovato descrizioni dettagliate a riguardo: poco male…non si tratta di attraversare un deserto.
Il tempo previsto è di circa tre ore, il dislivello è appena percettibile.
Unico nostro errore: non aver indossato gli scarponi (fango a volontà!).
Lasciata l’auto nel parcheggio a pagamento a pochi passi dal lago, ci avviciniamo alle sponde. Un paio di cigni e un gruppo di germani divorano i bocconi di pane lanciati da alcuni avventori. No comment!
Ci fermiamo qualche minuto a contemplare la distesa d’acqua circondata dai canneti, prima di seguire la sterrata che attraversa il Bosco della Buerga fino a giungere alla ferrovia.
Di qui, svoltando a sinistra, ci si inoltra nei campi.
Pochi i cartelli segnaletici. I soli presenti sono talvolta orientati male.
Come riferimento avevamo “la via Tre Ponti”, ma per evitare giri pindarici, non avendo cartine della zona e non potendo contare sulla stella polare, alla fine abbiamo optato per una soluzione tecnologica…che ci ha ricondotto alla base.
Passeggiata indubbiamente rilassante, lunga quel tanto che serve per staccare la spina.
La zona rurale attorno al lago ha un tocco, oserei dire, quasi antico…
a.t.
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