Optiamo per una camminata che ci conceda ombra e riusciamo anche a partire ad un orario “dignitoso”.
A Pontida parcheggiamo l’auto nei pressi del cimitero: il sentiero 898 ci aspetta, con i suoi contrassegni bianco-rossi…che ci fanno sentire “a casa”.
La meta di oggi è l'Abbazia di Sant'Egidio, lungo un percorso ad anello adiacente al Monte Canto.
Dopo un primo tratto in terra battuta, ci si immette su un sentiero più accidentato in lieve pendenza. Il luogo silenzioso concilia la meditazione ma… l’attenzione deve rimanere sempre alta, non tanto per la tipologia del percorso, ma per i numerosi atleti a due ruote che "sbucano" ovunque .
Alcuni te li ritrovi vis-à-vis…con tanto di onda d’urto!
Arrivati al “Casello Mazzoleni” – che delimita l’accesso ad una proprietà privata - ci si inoltra , a sinistra, in un fitto bosco di noccioli, castagni e ciliegi selvatici.
Segue un tratto in salita più marcato, la cui pendenza però non arriva a far esplodere il cuore. Si giunge poi alla famosa Pietra di Sant’Alberto, da queste parti nota come a Milano lo sono gli “orpelli” del toro in Galleria ( …scusate l’irriverenza…).
D’obbligo, quindi, la foto-ricordo…giusto per stemperare un po’ la fatica.
Si narra che Sant’Alberto di Prezzate (fondatore dell’Abbazia Sant’Egidio di Fontanella), durante il tragitto da Pontida a Fontanella, si sdraiasse in meditazione sulla pietra …a beneficio della sua schiena.
Provare non costa nulla, se non un lieve brivido lungo la colonna, dovuto - molto probabilmente - alla roccia gelata. Stop & go…si riparte fino a Fontanella e all’Abbazia di Sant’Egidio (…per chi fosse interessato, l’aggancio con la vita di Padre Maria Turoldo è immediato).
Il sentiero 891, dopo una breve ma intensa salita, torna ad una pendenza “turistica” e conduce alla chiesa di S. Barbara.
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