A nostra discolpa le scarse indicazioni stradali ( o il sito non proprio aggiornato) e i sentieri non sempre ben segnalati.
Morale: percorriamo il Bosco di Cesate in lungo e in largo, ma del laghetto nessuna traccia. In generale, rispetto ad altre riserve naturali che abbiamo visitato, questa ci è parsa molto trascurata e purtroppo meta di troppi amanti della velocità a due ruote.
I circa 250 ettari di terreno furono piantumati per metà di pini silvestri, querce, betulle, pioppi ai tempi di Maria Teresa d’Austria. La restante superficie è brughiera. La zona della Pineta è stata proposta quale sito d’interesse comunitario europeo… e per questo meriterebbe maggiore cura, fondi, manutenzione.
Vagando alla ricerca dello specchio d'acqua, finiamo nella zona un tempo occupata dalla Città Satellite di Limbiate. Al di là di recinzioni e barriere in cemento, si intravedono ancora i resti di un enorme Parco di divertimenti. Un impatto ambientale da brividi.
Laghetto sì, laghetto no… proseguiamo in auto in direzione di Lentate sul Seveso, per un’altra oasi dichiarata sul sito delle Groane come una fra le più belle da visitare.
Recita così la pagina web “ L’itinerario naturalistico introduce in un esempio di conservazione, salvaguardia e ripristino di un ambiente naturale di numerose specie animali e vegetali di pregevole interesse.”
Anche qui, purtroppo, l'effetto è da “the day after”. Il sentiero che si snoda intorno alla zona umida è annunciato da un cartello logoro e mezzo sepolto dal fogliame. Brutto biglietto da visita. Le soste attrezzate sono dismesse, i pali che delimitano il sentiero mezzi abbattuti o marci, i pannelli didattici vuoti e le aree appositamente protette per osservare da vicino la fauna giacciono in parte a terra. Il sito nomina il progetto Life Natura che nel 1996 ha contribuito a rinfoltire la zona delle querce, ma pare che attualmente tutto sia lasciato un po’ al caso, alla fortuna o direttamente nelle mani di Madre Natura che sta provvedendo a seppellire di rovi ogni manufatto umano.
Peccato e amen.
a.t.
Nessun commento:
Posta un commento