domenica 27 ottobre 2019

27 ottobre 2019 - HangarBicocca



Fino al 19 gennaio 2020 è in mostra Daniel Steegmann Mangrané con le sue opere dedicata ad un'indagine estetica sul tema della natura.
Lo spazio espositivo è ampio e luminoso e lo si può percorrere senza una logica o sequenza prestabilita. 
Maxi schermi e minuscole proiezioni si alternano, così come le geometrie dei tratti tracciati sulla carta e quelle dei rami appesi, appoggiati, abbandonati. 
Tutto trova  un senso nei tanti dettagli che si ripetono.
 Bianche parenti sinuose fanno da sfondo a microscopici acquarelli su carta quadrettata, dove i colori della natura si replicano all’infinito. 
Ciascun oggetto, elemento o colore è come connesso al suo successivo o al suo opposto. Natura e disegni; rami nudi o oggetti metallici; elementi immobili ed elementi in movimento sono  interconnessi fra loro. 
La teca in cui è riprodotta una piccola porzione di sottobosco può essere colta come la sintesi dell’esposizione. 
In essa l’interazione fra mondo animato e animato si fonde nell’incredibile capacità di mimetismo degli insetti ospitati.
a.t.

















venerdì 25 ottobre 2019

24 ottobre 2019 - Cripta del Santo Sepolcro - Milano



A pochi passi dal Duomo, nel punto che corrisponde all’antico centro della città,un vero gioiello è tornato alla luce, dopo un accurato restauro terminato a maggio di quest’anno.
La Cripta del Santo Sepolcro è la chiesa sotterranea più antica di Milano.
I lavori hanno svelato cicli decorativi a stelle ed elementi vegetali sulle volte del presbiterio che risalgono alla fine del Duecento e rappresentazioni sacre nascoste da intonaci successivi.
Fino al 31 dicembre, nell’area antistante la Cripta, è possibile assistere a tre proiezioni di Marina Abramovic.“The Kitchen. Homage to Saint Therese” è il titolo della sua performance. 
Non commento in merito, avendo preferito di gran lunga ammirare, in assoluto silenzio, i colori e le forme della Cripta.
P.S. foto scattate, ahimé, con cellulare!
a.t.





















mercoledì 23 ottobre 2019

13 ottobre 2019 - Crespi d'Adda

Correva l'anno 1875 quando l'eco della Rivoluzione Industriale giunse sulle rive dell'Adda.
Un'area boschiva compresa fra quello che un tempo era il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia venne acquistata da Cristoforo B. Crespi, per farne una "città industriale ideale".
Crespi d'Adda, oggi: il nostro viaggio resta in bilico fra presente e passato.
Il mio pensiero subito oscilla fra quello che è stato definito un progetto all'avanguardia e ciò che ha comportato a livello ambientale e sociale.
Percorriamo un'area che l'Unesco nel 1995 ha elevato a "patrimonio mondiale della cultura" per i suoi requisiti storici, urbanistici e ambientali.
Cammino in silenzio e penso...
La guida ci porta lungo un percorso racchiuso da un  cancello. Oltrepassiamo l'ingresso degli operai, dove  l'orologio è rimasto fermo alle 16:52.
Fuori, il minuscolo paese, ancora abitato.
Villini,  costruiti per gli operai della Crespi; villette, per i capo-reparto,i contabili , il prete, il medico, e "regge" circondate da alberi maestosi, le dimore dei dirigenti. 
Dentro il perimetro dei cancelli si elevano  i capannoni vuoti e silenziosi, dove un tempo gli operai producevano tessuti pregiati, consumandosi fra umidità, esalazioni, sforzo fisico.
A sfregio di tutta la fatica che ancora traspare dai muri degli interminabili spazi, i soliti ignoti qualche anno fa hanno   vandalizzato e distrutto tutto ciò che era possibile.
In alcuni angoli, pare di trovarsi fra i padiglioni di Monbello.



a.t.