Lasciamo la nostra città, in fervente subbuglio per le prove del GP.
La mattinata è già inoltrata: decidiamo al volo, come spesso accade, una meta.
Suello – Monte Cornizzolo pare un percorso fattibile.
Unico piccolo dettaglio: mi prendo totalmente io la responsabilità di aver letto con assoluta leggerezza che stiamo parlando della “direttissima” che viene utilizzata come campo di gara della Vertical Race Cornizzolo.
Ore 10:20. Partiamo dunque da Suello, piccolo comune ai piedi del monte citato. Siamo a metà strada fra il lago di Annone e quello di Pusiano.
Il clima è gradevole.
I nuvoloni sembrano fermarsi appena dietro le cime.
Subito il primo dato oggettivo: 900 metri di dislivello che si aprono lungo una Via Crucis.
La strada cementata lascia presto il posto ad un percorso a gradini e piccole aree ( per le dovute preghiere o per “l’ossigeno da reintegrare”...nel mio caso) che si inerpica sotto la fitta vegetazione.
La scalinata dura alcune centinaia di metri, sufficienti per spezzare ( leggasi: spezzarmi!) fiato e gambe.
Ovunque, il profumo intenso dei ciclamini.
Al suo termine un sentiero a zig-zag ci ( mi) permette di abbassare il ritmo cardiaco e l’iperventilazione e ci conduce alla località di Priel.
Panche, tavoli e un’area per i barbecue a go-go. Mi sfugge questo tipo di binomio/trinomio/quadrinomio... Ai miei tempi, ci si sedeva sul primo sasso disponibile per prender fiato o calorie.
Le “ aree pic-nic su-pei monti”...continuano a sembrarmi fuori luogo.
Qualche minuto per godere dello splendido panorama che, in condizioni meteo migliori di quelle odierne, consente di sfiorare gli Appennini.
Qualche minuto per godere dello splendido panorama che, in condizioni meteo migliori di quelle odierne, consente di sfiorare gli Appennini.
Riprendiamo il cammino e da veri gagliardi seguiamo le indicazioni per la direttissima.
A onor del vero, la palla al piede continuo ad esser io e le mie gambe, quest’anno non degnamente allenate.
Il percorso mantiene le sue pendenze elevate.
La fitta vegetazione in un tratto successivo lascia il posto ad alcuni saltini rocciosi, esposti verso l’infinito. ( ... non ci sono foto a testimonianza, per ovvi motivi di sicurezza)
Storia di una gita interrotta: dopo circa un’ora e trenta di salita senza tregua, ci fermiamo.
Siamo a metà strada.
Chiedo venia ai monti e ad A.A...
a.t.
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