Visitiamo Monte Isola - nel cuore del Lago d'Iseo, in una delle giornate forse più fredde di questo inverno.
L'atmosfera è quella da "The day after". Quattro turisti - a contarli - un silenzio surreale; bar e ristoranti chiusi per ferie.
Spettacolo: tutto tace.
Gli unici suoni sono i canti dei gabbiani e il cinguettare di una incredibile moltitudine di piccoli volatili.
A rovinar l'atmosfera, qualche pazzo scatenato munito di scooter. Gli isolani qui si muovono solo su due ruote, ma alla velocità della luce.
Cinque minuti di traghetto ci porta dunque su quest'isola che, libera dalle orde dei turisti estivi, riprende fiato.
Certo, dal punto di vista naturalistico, molti scempi sono stati concessi. Di selvaggio e naturale resta ben poco.
Monte Isola è terra di ulivi, bellissimi nei loro tronchi contorti.
E' terra di castagni, che portano ancora, sui rami spogli, gli ultimi ricci.
E' terra dei calicanti, già fioriti .
Gabbiani ovunque, a veleggiare leggeri sul pelo dell'acqua.
Tanti germani e giovani cigni dal piumaggio ancora acerbo.
Mille occhi di gatti di una colonia felina ci seguono incuriositi.
Percorriamo l'unica via tracciata lungo il lago, fino a giungere alla Rocca Martinengo, attualmente proprietà privata.
Da qui lo sguardo si perde e i pensieri volano...
a.t.
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