lunedì 14 ottobre 2024

Sabato 12 ottobre 2024 Piramidi di Montevecchia – Ca’ Soldato


Parentesi senza pioggia.
Sentieri fangosi.
Cielo che alterna velature a sprazzi d’azzurro.
Fra luci e ombre, seguiamo ancora una volta il sentiero che da Monte porta alle Piramidi di Montevecchia.
Siamo nel cuore della Val Curone.
Il silenzio ci avvolge, mentre ci avviciniamo ad un enigma che ha sfidato il tempo ed interessato molti studiosi.
Tutto ha inizio (vedi fonti web) nel 2001, da un’osservazione satellitare della Brianza che mette in luce tre formazioni collinari, apparentemente di origine naturale. Successive misurazioni svelarono invece la presenza di tonnellate di roccia a formare gradoni,  orientate verso la costellazione di Orione, proprio come le  Piramidi di Giza.

Dall’alto della prima, detta "dei cipressi", che si raggiunge con un breve strappo verticale, la vista si estende all’infinito e all'infinito, con una dovuta predisposizione d'animo, riesce a rivolgersi anche la mente.
Appoggiate ad un piccolo altare in pietra posto nel centro dello spiazzo, due racchette.
Il luogo ha in sé qualcosa di sacro. Stride questa mancanza di rispetto e di sensibilità.

Il culmine della seconda piramide, detta Belvedere Cereda, probabilmente utilizzata dai Celti come osservatorio astronomico, regala altri spazi aperti, distanze dove abbandonare lo sguardo.

Raggiunta la terza tappa, proseguiamo lungo il sentiero numero due in direzione Ca' Soldato, un anello che somiglia più ad un labirinto, protetto da giganteschi castagni e maestose querce.
a.t.














Corni di Canzo























mercoledì 28 agosto 2024

Mercoledì 28 agosto 2024 - da Lomaniga a Montevecchia

 Rara pausa infrasettimanale.
Torno a Montevecchia, lungo un sentiero silenzioso che porto nel cuore.
Stessi passi percorsi in differenti momenti della mia vita, in stagioni diverse.
Il paesaggio è sempre quello, ma la mente è capace di rivestirlo da capo, di aggiungere o togliere luci, dettagli.
Il caldo e le scarse piogge di agosto hanno bruciato i prati.
Le viti e gli olivi sono carichi di frutti; sfioro i cespugli di rosmarino e il loro profumo mi porta lontano, in riva al mare.
Oggi l’afa si fa sentire anche in collina.
Sospeso nell’aria un rapace sta puntando una preda: seguo il battito delle sue ali. Per qualche istante resta immobile con lo sguardo fisso in basso.
Poi, come un dardo, sparisce verso valle.

a.t.




A pochi minuti dall'arrivo, troviamo questo cartello. Il sentiero non è più chiuso.