Tuona sulla nostra città e i profili delle Prealpi sono nascosti da nuvoloni.
Niente monti per oggi; ci spostiamo verso sud.
Avevamo in programma una camminata lungo l’Adda, ma alla fine abbiamo optato per una meta per noi (o meglio…per me) anomala: il Parco ittico di Zelo Buon Persico – prov. Lodi –
In effetti, non nego la mia difficoltà a fotografare, ma ancor prima, ad ammirare le tante specie di pesci d’acqua dolce protagoniste di questo parco.
Trovare un guizzo di magia nel loro lento nuotare o nei loro apatici bulbi oculari; scovare un dettaglio interessante sotto il velo opaco delle acque o attraverso gli speciali oblò posti sotto il livello della terra, è stata per me impresa impossibile.
Sfida persa in pochi minuti.
Sarà un mio limite tecnico, sarà colpa del velo d’acqua opaco che mi separava da lor-signori-pesci… sarà che a priori non avrei dovuto considerarla una sfida, ma una nuova occasione…Qualunque sia la ragione o l’errore iniziale, il risultato dei miei scatti è la “esatta prova” che per me “i pesci” restano una specie “infotografabile”!
Al di là delle mie elucubrazioni artistiche, il luogo merita comunque una visita.
Non aspettatevi però la classica oasi dove è la natura a regnare.
Qui siamo in un’area di ben 130.000 mq , lungo una deviazione dell’Adda, nata negli anni 80 come allevamento ittico e poi mutata in parte di destinazione.
Vialetti ben curati. Ponti e ponticelli a non finire. Uno splendido bosco di ontani, platani, noci a ombreggiare. Area pic-nic , zona ristoro e area bimbi attrezzata, presenti. Un recinto di daini; voliere con cicogne, fagiani e animali da cortile; aree riservate a cavalli e capre, come complementi.
E per finire: numerosi stagni e vasche artificiali che ospitano così tante anatidi da lasciar senza fiato e, naturalmente, i sopracitati e da me bistrattati pesci ( dai minuscoli pesci rossi, ai giganteschi pesci siluro) a cui il parco è dedicato.
a.t.
domenica 16 agosto 2020
Domenica 16 agosto 2020 - Parco Ittico Paradiso
lunedì 10 agosto 2020
8 agosto 2020 - Buco del Piombo e Alpe del Vicerè
Il suo ingresso, imponente e scenografico quanto una cattedrale gotica, è inaccessibile: protetto da ben due cancelli.
Le visite guidate sono state sospese tempo fa per ragioni di sicurezza.
Lo osserviamo a debita distanza, dopo aver cercato di aggirare la scalinata scolpita nella roccia, che in una sola rampa spacca-cuore, arriva al suo cospetto.
Peccato.
Partiamo dunque da Erba, nei pressi di Villa Amalia.
Parcheggiata l’auto lungo la statale, percorriamo a piedi la via Buco del Piombo ( che fantasia!), seguendo le numerose indicazioni.
La strada asfaltata lungo la quale si trovano numerose abitazioni, ville e villini, si restringe quasi subito in un'ampia mulattiera selciata.
Il bosco ci protegge dal sole cocente. Fiori e farfalle a iosa.
Pochi i punti panoramici, ma assolutamente incredibile l’effetto della parete rocciosa che cela il Buco più famoso del Triangolo Lariano!
Un’ora circa di cammino in quasi totale solitudine e silenzio, fino a lambire questo luogo straordinario.
Da qui, in cinquanta minuti, più o meno, raggiungiamo poi l’Alpe del Vicerè , attraverso un largo sentiero che si inerpica sotto gli alberi.
Un incontro improvviso ci sorprende: una volpe.
La fotografo… con il dubbio che non sia molto in forma.
Solitamente questi animali non si lasciano avvicinare più di tanto...
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