martedì 2 aprile 2019

31 marzo 2019 - Montevecchia Alta



Altra giornata perfetta per lasciarsi alle spalle i pensieri quotidiani ed innalzarsi verso l'azzurro.
Le gambe sono ancora arrugginite, necessitano di un periodo di rodaggio.
Il percorso che da Lomaniga - frazione di Missaglia - giunge a Montevecchia Alta è l'ideale per ricominciare a muoversi.
Lasciata l'auto nella piazzetta della minuscola frazione, una strada sterrata si stacca dalla provinciale.
Sentiero numero 8.
50 i minuti dichiarati per giungere a destinazione, soste premio comprese.
Fra i rami  si intravede il santuario di Montevecchia.
Ovunque, attorno, i colori, i suoni e i profumi della primavera.

a.t.







































































mercoledì 27 marzo 2019

23 marzo 2019 - Cassano d'Adda - Parco Pignone



Cassano d'Adda - Parco Pignone.
Sabato 23 marzo: quest'inizio di primavera ci fa dono di un'altra giornata di cielo terso.
Ci sono tutte le premesse per ritrovare le energie a contatto con la natura.
Premesse che, nel mio caso, si infrangono nell'istante esatto in cui varco la soglia dell'alzaia.
Chissà perché finisco sempre per associare i termini "fiume" e "parco" con quello di "pace".
Forse non dovrei. Eviterei, a volte, grandi delusioni.
Morale: la cornice dell'amato fiume Adda sabato era tutt'altro che rilassante.
Il sentiero che lo percorre, in zona Fara Gera - Cassano, pareva più un tratto di Corso Buenos Aires sotto le festività natalizie e le dolci rive del fiume, un anticipo di estate romagnola.
Il canto degli uccellini sovrastato da ritmi caraibici "on air" ( radio a palla ovunque) e il profumo della neo giunta primavera, coperto da quello delle salamelle alla brace. Amen.

Note a favore: uno splendido esemplare di fringuello ( dal vivo, assicuro, che ha colori sublimi, oltre che una voce incantevole), l'immancabile merlo ( scherzando, sostengo che sia sempre lo stesso che veglia su di me ) e le prime variopinte farfalle a rubar la scena celeste ai tanti, tantissimi aerei.

a.t.

















martedì 29 gennaio 2019

1 gennaio 2019 - Cogoleto


Alle spalle del comune di Cogoleto - Ge - molteplici sentieri si inerpicano verso l'entroterra.
Il mare d'inverno è qui che si manifesta, fra i colori sbiaditi della natura e i profumi della macchia mediterranea.
Questo incanto, però, è  ferito dalle scelte scellerate dell'uomo, che qui , oltre ad aver costruito al limite di ogni legge della fisica, non si preoccupa più di tanto di mantenere e ripulire.
Il mare da una parte, le colline addormentante nel sonno dell'inverno dall'altra ed in mezzo una fatiscente strada asfaltata, con guardrail e reti metalliche.
Seguiamo la traccia, sorvolati dai gabbiani.
Rami spogli ed eriche fiorite; il rosso dei corbezzoli e il profumo delle resine, ma anche l'autostrada appena sotto di noi, il cui rumore arriva, fortunatamente, smorzato.
Una miriade di piccoli volatili popolano il sottobosco: dettagli straordinari ovunque da poter immortalare nei nostri scatti fotografici, ma anche tanta, troppa incuria.
Alcuni angoli sono stati trasformati in discariche. Vi si trova di tutto, lavatrici comprese.
La "Salita Maxetti" rallenta i nostri passi: al di là dei rami, il mare scintilla.
Inaspettatamente ci ritroviamo su un tratto di una strada romana, l'antica via che univa le alture di Cogoleto con Lerca e Sciarborasca.
Un cartello la identifica e un altro segnala che la "via è privata".
Lo scempio prosegue. La strada, dopo un primo tratto panoramico, è fagocitata dalle sterpaglie e dalle proprietà private, con tanto di cartelli di "attenti al cane".
Proseguiamo il cammino con il cuore in gola.
Amo i cani, ma sentirli abbaiare rabbiosamente e non capire dove siano, non è il massimo. La via romana, dopo alcuni minuti di cammino, svanisce in un parcheggio nella zona della stazione di Cogoleto.
La visione di questo luogo è talmente deprimente che mi rifiuto di scattare foto.
Siamo sopra il paese, sul tetto-parcheggio di un mostruoso palazzo di cemento, con finestrelle stile-prigione, ascensore fuori uso e una rampa di scale a chiocciola.
Non è un set cinematografico!
Dieci piani o forse più.
Ad ogni piano, sopra le cassette della posta degli appartamenti lì ubicati, una fila di bottiglie di birra. Qualcuna è finita, qualcun' altra ancora integra.
Che servano ad incoraggiare chi si avventura in quei "gironi infernali"?

 a.t.