mercoledì 29 settembre 2021

Sabato 25 settembre 2021 - Oasi di Baggero

A due anni di distanza, torniamo all’Oasi di Baggero, che sfiora i comuni di Merone, Lurago, Lambrugo e Monguzzo.
Come allora, questo luogo così particolare è praticamente deserto e percorriamo il sentiero che conduce ai due laghi in assoluto silenzio.
Quest’area pare sopravvissuta ad una catastrofe (…effettivamente ne ha subite di ferite…) e i due specchi d’acqua posti su differenti livelli ne amplificano la sensazione.
Imbocchiamo la Via Alta, che nulla ha a che vedere con i percorsi dolomitici, ma che regala comunque incantevoli scorci panoramici e viste su pareti a strapiombo sulle quali si può leggere il nostro passato.
La vegetazione cresce ovunque, seguendo regole proprie. Specie autoctone si mischiano ai molti Ailanto.
Pochi i fiori, pochi gli uccelli…d’altronde l’estate – come si dice dalle mie parte – “l’è andada…” .
Sono invece presenti numerosi cormorani che alternano voli a fior d’acqua a soste sulle cime degli alberi con le “vele spiegate”.

Qua e là tracce di degrado: staccionate svenute ; panche a cui manca una gamba; pannelli illustrativi in bilico.
Immagino che mantenere un’area simile non sia semplice: tempo-volontari-risorse-materiali che il tempo consuma…

Riporto, per chi fosse interessato, le note trovate lungo il percorso:
L’Oasi di Baggero sorge dove un tempo c’era la cava della Cementeria di Merone .
Fin dal 1928 la fabbrica iniziò lo sfruttamento del territorio di Baggero. L’area era ricca di marna, roccia utilizzata per la produzione di miscele di cemento.
Nel 1955 i primi discutibili tentativi di riqualificazione del territorio, iniziati nella zona di Pusiano, con piantumazioni di massa e persino tinteggiature delle pareti spoglie della cava.
A Baggero gli esperimenti partirono nel 1970, al termine dell’attività estrattiva.
Nel 1978 iniziarono i lavori di inalveamento della Roggia Cavolto, il cui corso era stato deviato nel 1968, dando così origine ai due laghi.
Il livello delle acque del lago meridionale furono poi abbassate, per proteggere quello settentrionale dall’inquinamento dell’altro.

a.t.


































 

domenica 19 settembre 2021

19 settembre 2021 - Cogoredo - Dolzago


Ore 11:00 – Il cielo è carico di veloci nuvole grigie.
Siamo a Cogoredo, frazione di Dolzago, un paesino di cui ignoravo l’esistenza.
La mia ignoranza “geo-topografica” non ha limiti o la Brianza è davvero infinita come l’Universo?
Un cartello segnaletico posto lungo via Papa Giovanni XXIII, in direzione Ello, ( siamo vicini al lago di Oggiono, tanto per inquadrare i fatti) indica la presenza di un laghetto a pochi minuti dalla strada.
L’acqua ha sempre il suo fascino, quindi... tele al collo e si parte.
Le nuvole nel frattempo si sono condensate sopra le nostre teste e ci battezzano con un primo, timido, scroscio. Kway e ombrello sgangherato a proteggere obiettivi e corpo macchina.
Peccato…peccato davvero che la nostra meta sia inaccessibile e pure recintata ( da notizia sul web, risulta chiusa per via del Covid ) Da lontano appare comunque ben curata.
Il laghetto è un minuscolo specchio artificiale, creato ( leggo) per ottenere in inverno il ghiaccio da conservare per il resto dell’anno, all’interno di “ casottelli “ costruiti in riva al lago e tutt’oggi esistenti.
Mentre in cielo prosegue la sfida fra nuvole, scrosci e raggi di sole, prendiamo un sentiero in direzione di Ello e ci perdiamo (  non in senso letterario…) nella bellezza dei boschi di noci e castagni.
A mezz’aria, la danza delle foglie arrivate al loro capolinea.
a.t.