martedì 29 gennaio 2019

1 gennaio 2019 - Cogoleto


Alle spalle del comune di Cogoleto - Ge - molteplici sentieri si inerpicano verso l'entroterra.
Il mare d'inverno è qui che si manifesta, fra i colori sbiaditi della natura e i profumi della macchia mediterranea.
Questo incanto, però, è  ferito dalle scelte scellerate dell'uomo, che qui , oltre ad aver costruito al limite di ogni legge della fisica, non si preoccupa più di tanto di mantenere e ripulire.
Il mare da una parte, le colline addormentante nel sonno dell'inverno dall'altra ed in mezzo una fatiscente strada asfaltata, con guardrail e reti metalliche.
Seguiamo la traccia, sorvolati dai gabbiani.
Rami spogli ed eriche fiorite; il rosso dei corbezzoli e il profumo delle resine, ma anche l'autostrada appena sotto di noi, il cui rumore arriva, fortunatamente, smorzato.
Una miriade di piccoli volatili popolano il sottobosco: dettagli straordinari ovunque da poter immortalare nei nostri scatti fotografici, ma anche tanta, troppa incuria.
Alcuni angoli sono stati trasformati in discariche. Vi si trova di tutto, lavatrici comprese.
La "Salita Maxetti" rallenta i nostri passi: al di là dei rami, il mare scintilla.
Inaspettatamente ci ritroviamo su un tratto di una strada romana, l'antica via che univa le alture di Cogoleto con Lerca e Sciarborasca.
Un cartello la identifica e un altro segnala che la "via è privata".
Lo scempio prosegue. La strada, dopo un primo tratto panoramico, è fagocitata dalle sterpaglie e dalle proprietà private, con tanto di cartelli di "attenti al cane".
Proseguiamo il cammino con il cuore in gola.
Amo i cani, ma sentirli abbaiare rabbiosamente e non capire dove siano, non è il massimo. La via romana, dopo alcuni minuti di cammino, svanisce in un parcheggio nella zona della stazione di Cogoleto.
La visione di questo luogo è talmente deprimente che mi rifiuto di scattare foto.
Siamo sopra il paese, sul tetto-parcheggio di un mostruoso palazzo di cemento, con finestrelle stile-prigione, ascensore fuori uso e una rampa di scale a chiocciola.
Non è un set cinematografico!
Dieci piani o forse più.
Ad ogni piano, sopra le cassette della posta degli appartamenti lì ubicati, una fila di bottiglie di birra. Qualcuna è finita, qualcun' altra ancora integra.
Che servano ad incoraggiare chi si avventura in quei "gironi infernali"?

 a.t.




































sabato 26 gennaio 2019

19 gennaio 2019 - Hangar Bicocca



Hangar Bicocca - Mario Merz - Igloos

Luci ed ombre. 
Spazi chiusi. Spazi aperti.
Materiali che si intrecciano, si fondono, si dividono.
Numeri. Lettere.
Concetti. Pensieri. Emozioni.
a.t.






















sabato 12 gennaio 2019

12 gennaio 2019 Monte Isola





Visitiamo Monte Isola - nel cuore del Lago d'Iseo, in una delle giornate forse più fredde di questo inverno.
L'atmosfera è quella da "The day after". Quattro turisti - a contarli - un silenzio surreale; bar e ristoranti chiusi per ferie.
Spettacolo: tutto tace.
Gli unici suoni sono i canti dei gabbiani e il cinguettare di una incredibile moltitudine di piccoli volatili.
A rovinar l'atmosfera, qualche pazzo scatenato munito di scooter. Gli isolani qui si muovono solo su due ruote, ma alla velocità della luce.
Cinque minuti di traghetto ci porta dunque su quest'isola che, libera dalle orde dei turisti estivi, riprende fiato.
Certo, dal punto di vista naturalistico, molti scempi sono stati concessi. Di selvaggio e naturale resta ben poco.
Monte Isola è terra di ulivi, bellissimi nei loro tronchi contorti.
E' terra di castagni, che portano ancora, sui rami spogli, gli ultimi ricci.
E' terra dei calicanti, già fioriti .
Gabbiani ovunque, a veleggiare leggeri sul pelo dell'acqua.
Tanti germani e giovani cigni dal piumaggio ancora acerbo.
Mille occhi di gatti di una colonia felina ci seguono incuriositi.
Percorriamo l'unica via  tracciata lungo il lago, fino a giungere alla Rocca Martinengo, attualmente proprietà privata.
Da qui lo sguardo si perde e  i pensieri volano...

a.t.