mercoledì 28 agosto 2024

Mercoledì 28 agosto 2024 - da Lomaniga a Montevecchia

 Rara pausa infrasettimanale.
Torno a Montevecchia, lungo un sentiero silenzioso che porto nel cuore.
Stessi passi percorsi in differenti momenti della mia vita, in stagioni diverse.
Il paesaggio è sempre quello, ma la mente è capace di rivestirlo da capo, di aggiungere o togliere luci, dettagli.
Il caldo e le scarse piogge di agosto hanno bruciato i prati.
Le viti e gli olivi sono carichi di frutti; sfioro i cespugli di rosmarino e il loro profumo mi porta lontano, in riva al mare.
Oggi l’afa si fa sentire anche in collina.
Sospeso nell’aria un rapace sta puntando una preda: seguo il battito delle sue ali. Per qualche istante resta immobile con lo sguardo fisso in basso.
Poi, come un dardo, sparisce verso valle.

a.t.




A pochi minuti dall'arrivo, troviamo questo cartello. Il sentiero non è più chiuso.
















giovedì 1 agosto 2024

Luglio 2024 - Zante


Dall’oblò osservo il profilo delle coste, i monti, i fiumi, i laghi.
Giochi di luce ed improvvisi arcobaleni: il tempo, sospeso fra le nuvole, scorre lentamente fino all’ultima virata dell’aereo, quando il mio stomaco ha un sussulto. Dall’alto dei cieli alla terraferma, tutto in pochi minuti.
Atterriamo su una pista cortissima, sfiorando la spiaggia di Laganas e sfidando tutte le leggi della fisica.
Arrivo a Zàkynthos impreparata al caldo e con qualche riserva, dopo aver dato un occhio alle recensioni. Zante pare sinonimo di discoteche sul mare, drink e feste fino all’alba.
Il fatto di essere ben oltre la media anagrafica del resto dei passeggeri, rafforza i miei timori.
Il primo impatto con quest’isola greca mi propone il nulla, attorniato di colline aride. Come un colpo in pieno viso, appena sbarco, respiro aria bollente.
Ho ancora indosso jeans e felpa pesante, neanche la mia meta fosse Cortina!
Il taxista mi riserva uno sguardo di commiserazione.
Zante, oh Zacinto: del sonetto del Foscolo dedicato alla sua terra materna trovo per ora solo il deserto.
Per qualche istante ho anche il dubbio di esser finita in qualche angolo assetato del Messico.
Durante il breve passaggio in navetta verso l’albergo, lungo vicoli brulicanti di turisti, il mio sguardo è in cerca di bellezza.
Mi chiedo se forse quest’isola non fatichi o non sia ancora pronta ad accogliere quintalate di avventori.
Cumuli di rifiuti lungo le vie polverose, su cui si affacciano piccoli negozi che vendono di tutto. Moto e auto con strati di sabbia. Autobotti cariche di acqua che riforniscono gli alberghi.
Rumori, suoni, voci disordinate. Intrecci di vite, attività , situazioni, che da noi significherebbero solo caos.
Qui invece tutto si snoda con sorprendente ( forse apparente?) leggerezza.
L’aria che si respira è cocente, ma serena al tempo stesso.
Come se le priorità e gli schemi mentali che noi ci portiamo appresso quotidianamente qui rispondessero ad altri requisiti.
Anche la temperatura del mare è fuori da ogni mia immaginazione.
Fin quasi le 18:00 rosolo e penso, rigorosamente all’ombra.
Solo la sera torno fra i vicoli, fra vortici di sporcizia stratificata, fra hotel lussuosi che spiccano accanto a baracche fatiscenti e insegne pubblicitarie retró, stile luna park. A notte ormai inoltrata, quando le note violente di una discoteca a cielo aperto annienta il canto del mare, oh Zante….prendo sonno.
Il secondo giorno ha già contagiato la mia capacità di percezione.
I rubinetti dei bagni ricoperti di calcare smettono di essere un incubo.
Guardo il mare, liscio e trasparente e mi preparo a combattere la crisi di astinenza al caffè.
L’azzurro del cielo e le palme mosse dal vento caldo sono un viatico, capace di allineare il ritmo del mio respiro al moto sereno di Zacinto.
Al calar del sole, la lunga spiaggia di Laganas cambia d’abito.
Mentre la luna rossa sorge dal mare, la zona che si spinge verso l’aeroporto viene chiusa al passaggio di noi umani, per tornare regno esclusivo delle tartarughe marine, che qui depongono le uova.
Zante, oh Zacinto, mentre l’altra parte della spiaggia brinda fra litri di alcool e note musicali da incubo, qui, oltre il divieto d'acceso, nel pieno silenzio, fra un’onda e l’altra, si rinnoverà il miracolo della vita…
a.t.




Isole Tremiti




















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