Rara pausa infrasettimanale.
Torno a Montevecchia, lungo un sentiero silenzioso che porto nel cuore.
Stessi passi percorsi in differenti momenti della mia vita, in stagioni diverse.
Il paesaggio è sempre quello, ma la mente è capace di rivestirlo da capo, di aggiungere o togliere luci, dettagli.
Il caldo e le scarse piogge di agosto hanno bruciato i prati.
Le viti e gli olivi sono carichi di frutti; sfioro i cespugli di rosmarino e il loro profumo mi porta lontano, in riva al mare.
Oggi l’afa si fa sentire anche in collina.
Sospeso nell’aria un rapace sta puntando una preda: seguo il battito delle sue ali. Per qualche istante resta immobile con lo sguardo fisso in basso.
Poi, come un dardo, sparisce verso valle.
a.t.
A pochi minuti dall'arrivo, troviamo questo cartello. Il sentiero non è più chiuso.



























