Affidandoci alle piantine di G**gle, oggi decidiamo di percorrere il sentiero che da Suello (LC) porta verso la Buca di Sabbia, grotta situata sul versante sud orientale del Monte Cornizzolo.
Dietro la chiesa parrocchiale del paese, seguiamo i cartelli con indicazione Priel, Monte Cornizzolo, San Pietro al Monte, percorrendo le strette vie, fino alla salita che segue un canale.
Imbocchiamo poi la Via Crucis, che da queste parti non può che essere in “sostenuta pendenza”.
Il cielo leggermente velato e il bosco ci danno una mano a sopravvivere alle XIV stazioni.
Scale, scalette e scaloni che tolgono il fiato, mentre sopra le nostre teste si librano due rapaci dall'apertura alare convincente.
Soste premi con vista laghi
Con il fiato corto e le gambe che friggono, giungiamo al Priel, luogo panoramico e attrezzato con tavoli e panche.
Al primo bivio, poco distante, parte sulla destra un tratto di sentiero finalmente pianeggiante. Le nostre gambe e i nostri polmoni possono gioire, ma non per molto.
Una successiva discesa ci fa perdere velocemente quota: la montagna ci presenta poi il conto, con un bel tratto di salita fra roccette, gradoni e catene.
Ai nostri piedi i laghi di Pusiano
e quello di Annone, avvolti da una leggera foschia.
Le indicazioni per nulla precise e il groviglio di sentieri che si diramano ovunque non ci aiutano e un paio di volte imbocchiamo il sentiero sbagliato ( fa e disfà....)
Osservando una mappa naïf che incrociamo "nel mezzo del cammin..."constatiamo che il sentiero che avrebbe dovuto condurci alla meta non è neppure citato.
All'ennesimo bivio troviamo finalmente l'indicazione per l'agognato Buco della Sabbia.
Due cose le abbiamo comunque imparate: 1) da queste parti la parola bivio non corrisponde a "due strade"
2) ci vorrebbero anni per percorrere tutti i sentieri in quel del Cornizzolo
Così, sempre scortati dai due rapaci che veleggiano sopra i nostri capi e circondati da una marea di margherite,
imbocchiamo il sentiero delle Croci,
fino alle falesie, oggi affollate da impavidi scalatori.
Il Buco, che ormai avevamo dato per disperso, ci attende.
Personalmente mi sono accontentata di sbirciare l'ingresso, restando nella zona antistante le due camere accessibili. La situazione era troppo claustrofobica per i miei gusti . Incuriosita dal nome, ho poi trovato sul web che il Buco di sabbia deve l’appellativo al gran lavoro dei primi speleologi e archeologi che la individuarono, costretti a rimuovere strati di sabbia per accedervi.
Sempre dal web, in una terza camera sono stati trovati resti umani seppelliti in modo rituale, con corredi e utensili. Questa grotta fu utilizzata come riparo anche dai soldati romani che controllavano il vicino Dosso della Guardia.
E dalla antica via romana, facciamo ritorno a Suello...
...sotto un cielo colorato dai parapendii partiti dal Cornizzolo.
a.t