sabato 26 agosto 2023

Domenica 20 agosto 2023 - Casello Ferroviario - Svizzera - Cave di Molera


Primo mattino.
Con la speranza di trovare temperature umanamente sopportabili, puntiamo a nord.
L'illusione dura poco.
La stretta Valle Lanza, percorsa dalla vecchia linea ferroviaria che da Castellanza arrivava fino a Mendrisio, è un misto fra tropici e deserto. Per dirla in modo più poetico, oggi pare un mondo di farfalle invaso dalle cavallette.
La stessa scarpinata di oltre due ore, in situazione meteo più consone, probabilmente sarebbe stata meno dura.

Lasciata dunque l’auto sotto il solleone nel piccolo parcheggio di Casello Ferroviario, la frazione di Rodero (CO) si chiama esattamente così, abbiamo imboccato il sentiero che costeggia la ferrovia, in direzione Svizzera.
Utili e per nulla fuori luogo gli scarponcini da trekking, poiché il percorso è parecchio accidentato.
Fitta la vegetazione, molte le piante infestanti, ortiche e rovi pronti a battezzare i nostri arti nudi. Il Lanza praticamente asciutto.
Dopo un paio di chilometri in stile "Indiana Jones", giungiamo al confine con la Svizzera. Una convincente cancellata e un cippo in pietra segnano il punto dove fare dietro-front.
Tornati sui nostri passi, dal posteggio delle auto prendiamo la direzione opposta verso il mulino del Trotto.
Il tratto iniziale lungo i resti della vecchia stazione di Valmorea ricorda il set di "Mezzogiorno di fuoco". Ad avvalorare quanto detto, giungono puntuali i dodici  rintocchi di un campanile e nuvole di cavallette.
Raggiunta la zona boschiva, il sentiero si inerpica fino alle Cave di Molera.
Qui in passato veniva estratta l’arenaria (o molera, appunto), usata per le mole abrasive e le macine.
La prima delle tante grotte presenti è il premio che ci siamo guadagnati oggi: la temperatura scende a picco. Il respiro della montagna è gelido.
Roba da piantare le tende qui, fino a fine estate!
a.t.




























































mercoledì 16 agosto 2023

16 agosto 2023 - Grotta dei Darden



Risalendo la Valle dei Mulini da Cortenova, Valsassina centrale, in direzione Rifugio Bogani, abbiamo scoperto un angolo davvero suggestivo della Grigna settentrionale.
Il percorso completo è molto lungo. Noi ci siamo fermati alla Grotta dei Darden, con l’intenzione di deviare, al ritorno, per L'Alpe Zucc.
Dislivello: 280 m – 45 minuti di cammino da Cortenova alla Grotta.
Poi altri 30 minuti in risalita, lungo un "anonimo" percorso botanico, che  abbiamo  abbandonato, perché per nulla esaltante.

Parcheggiata l’auto poco dopo la chiesa, il percorso ha inizio con un tratto sterrato in lieve pendenza, fino all’indicazione per la Valle dei Mulini.
Qui parte un gelido sentiero, protetto da un fitto bosco di castagni, noci e robinie e deliziato dal profumo intenso dei ciclamini.
Ponti e camminamenti in legno caratterizzano questa prima parte del percorso. Dopo circa mezz’ora, la pendenza aumenta e il terreno si fa molto scivoloso.
Alcune corde di sicurezza rendono comunque agevoli i passaggi più esposti.
Il sentiero entra in seguito nel letto di un torrente, che nel periodo estivo è in secca, e continua in ripida salita.
Omini di sassi come custodi e punti di riferimento fino al fondo del canale  dove,
quasi d'incanto, appare una spettacolare parete rocciosa, interrotta dall'enorme Grotta dei Darden.
Crott di Darden, la traduzione dialettale che ricorda la nidificazioni degli sparvieri sulla volta della grotta.

(foto scattate con cellulare, che purtroppo non rendono giustizia alla bellezza del luogo)
a.t.