martedì 19 aprile 2022
18 aprile 2022 - Barni - Como
Lunedì di Pasquetta.
La giornata è spettacolare, perfetta per una passeggiata.
Diamo una rapida occhiata a mappe e previsioni del traffico per trovare il percorso meno gettonato.
Dopo due anni di limitazioni, ci sarà in giro il mondo.
A.A. solitamente fa da apripista: La Madonnina di Barni l’ha conquistata giusto un paio di giorni fa in bici.
Se non ci ha lasciato un polmone arrivando da Monza, posso sopravvivere anche io…partendo solo da Barni!
Ore 11:00.
Dopo aver pazientato fra code, strettoie e semafori rossi lungo la statale, arriviamo dunque a Barni, nei pressi della Chiesa Parrocchiale.
Già solo il luogo dove parcheggiamo riempie il cuore e l’idea di lasciare definitivamente la città, ogni volta si fa più pressante.
Ci attendono più o meno 280 m di dislivello, che equivalgono a un’oretta di cammino, salvo soste per foto e ossigeno.
Imbocchiamo via Andreoletti e quasi subito sbagliamo strada, procedendo per un tratto asfaltato a sinistra che ha una pendenza “da ribaltamento”. Scontiamo cinque minuti di passione, accompagnati dal coro di tutti i cani del quartiere, per poi accorgerci che quella non poteva essere la direzione esatta.
"Fa e disfa l'è tut un laurà"...
In effetti sono pochi i cartelli segnaletici, soprattutto all’inizio del percorso, e le frecce blu tracciate al suolo sono troppo anonime per due turisti del nostro calibro.
Finalmente imbocchiamo il sentiero giusto, all’ombra di castagni secolari e giganteschi faggi. A terra, un tappeto di primule e viole.
La pendenza del percorso non è da poco e, incrociando i tornanti della strada asfaltata, vediamo scorrere le auto di chi poi ritroveremo al traguardo.
Fra un sospiro e l'altro penso – benevolmente… - a quale pegno si potrebbe far pagare agli avventori che così agevolmente giungeranno al ristorante in cima.
Ironia a parte, affacciarsi al belvedere del Rifugio La Madonnina ripaga in pieno ogni centimetrocubo di ossigeno bruciato.
Consiglio poi una deviazione verso Conca di Crezzo: una decina di minuti in discesa per un altro scorcio stupendo nei pressi di un minuscolo laghetto e la risalita verso il "Castanun de Buncava“, un’imponente creatura di 250 anni al cospetto della quale mi sono inchinata.
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