Il pensiero corre veloce all’anno scorso: entravamo in zona rossa.
Lasciamo l’auto ad Abbadia, in frazione Linzanico.
Nei pressi del lavatoio del paese ha inizio il percorso lungo una mulattiera che si inerpica fra terrazze di ulivi e campi silenti.
Il cielo oggi è di un azzurro quasi raro alle nostre latitudini.
La salita impegna il respiro quel tanto che basta.
Tempo previsto: un’ora, ma so già che dovrò aggiungere almeno un’altra mezz’ora per le mie soste fotografiche.
D’obbligo gli scarponi: il terreno è accidentato e fangoso.
Ovunque bellezza.
La vegetazione spoglia rende visibili scorci inattesi. Ai nostri piedi il lago di Lecco. Sopra di noi la Grigna.
Il terreno disseminato di ellebori mi incanta.
Dai muri in pietra che delimitano i campi risplendono i fiori dei calicanti.
Un soffio gelido anticipa la nostra meta.
La temperatura si abbassa appena sentiero si incunea in una valle stretta. Qui la luce del sole fatica a penetrare.
Oltre l’intreccio dei rami spogli si innalza un'imponente parete rocciosa.
D’obbligo gli scarponi: il terreno è accidentato e fangoso.
Ovunque bellezza.
La vegetazione spoglia rende visibili scorci inattesi. Ai nostri piedi il lago di Lecco. Sopra di noi la Grigna.
Il terreno disseminato di ellebori mi incanta.
Dai muri in pietra che delimitano i campi risplendono i fiori dei calicanti.
Un soffio gelido anticipa la nostra meta.
La temperatura si abbassa appena sentiero si incunea in una valle stretta. Qui la luce del sole fatica a penetrare.
Oltre l’intreccio dei rami spogli si innalza un'imponente parete rocciosa.