Meglio tardi che mai.
Solo oggi raggiungo la sorgente del mio amato fiume, in una giornata autunnale di sole e d'azzurro.
Arriviamo in auto a Magreglio, sopra Canzo, e proseguiamo per via Castagneti fino al parcheggio dove iniziano numerosi sentieri.
Noi seguiamo il n.1.
Difficoltà dichiarata: agevole
Tempo di percorrenza: cinquanta minuti.
Il percorso è tutto in salita, ma non è massacrante. Servono scarponcini per via del terreno accidentato e dei numerosi guadi.
Più volte fioro le acque del Lambro con le mani, quelle acque qui ancora "dolci e fresche" ...
Il bosco nel quale ci si “perde” è così bello da far dimenticare ogni affanno e ogni fatica.
Una vera cura per l’anima.
Il mio consiglio è di intervallare la salita con brevi soste in assoluto silenzio.
Il bosco donerà in cambio il suo profumo, i suoi giochi di luci e ombre e il canto, ancora da infante, del fiume.a.t.
Il lato malinconico dell’autunno, quello in cui i colori non sono ancora esplosi.
Quello in cui il velo neutro del cielo rende evanescente ogni profilo e quasi impossibile scattare una foto nitida.
Litigo con tempi-diaframma e iso…e alla fine imposto un semi-automatico e amen.
Oggi va così.
All'ingresso dell'area, un bar, zone attrezzate per pic-nic , giochi per bambini e immensi recinti di ferro e cemento per daini e cervi.
Viali, vialetti, percorsi ben tracciati...qualche avventore e un paio di intrepidi corridori.
Seguo il sentiero che costeggia - dall'alto - il lago, visibile solo a tratti a causa dell’alta vegetazione.
Il Parco degli Aironi…degli aironi porta solo il nome.
Nessun esemplare in vista, neppure a cercarlo con il lanternino.
In compenso, una successione interminabile di spari che spacca il silenzio ( ...e non solo quello...) e che presumo rechi anche un filo di fastidio alla fauna locale.
Che ci sia un poligono di tiro nelle vicinanze? Di qualunque diavoleria si tratti, il risultato è davvero fastidioso e poco consono al luogo.
a.t.