Appena sopra Cogoleto, un breve sentiero sterrato si inerpica fra rovi e cespugli.
In pochi minuti mi ritrovo in un’altra dimensione.
Il silenzio mi abbraccia. Il vento mi piega.
Sotto i miei piedi la terra arida scricchiola.
Osservo le tracce dell’inferno che tre anni fa ha lambito il paese.
Una funerea processione di scheletri anneriti si innalza ancora al cielo.
Dall’alto il mare è una lastra d’acciaio omogenea.
Cerco tracce delle onde che in questo istante stanno divorando le spiagge.
Nulla.
Da questa prospettiva tutto pare così calmo.
a.t.