sabato 27 giugno 2020

27 giugno 2020 - Sentiero Cavallasca - Co


Giornata afosa di un fine giugno anomalo.
Dopo i mesi di fermo forzato, torniamo a sgranchirci le gambe, cercando un percorso non troppo affollato e che non implichi lo stare in coda in auto per ore.
Raggiungiamo dunque Cavallasca, alle porte di Como, dove nel Parco Spina Verde si dipanano una serie di facili sentieri, lungo i resti della linea Cadorna.
Ora del…la partenza 10:00.
Dislivello da percorrere “solo 200 mt”.
Tempo a/r ( il persorso è ad anello) circa due ore.
Noi naturalmente abbiamo ampiamente sforato. La colpa è mia: fiato corto e mille dettagli da immortalare.
Lasciamo l’auto lungo via Giasca e prendiamo il sentiero n. 7 che si inoltra in uno splendido bosco di castagni, frassini e pini. Ginestre ancora in fiore, ad impreziosire il sottobosco.
I profumi di resina e di frassino ci avvolgono fin da subito.
Il percorso è ben curato: in poco meno di 20 minuti di salita a gradoni ( quasi…ma non esageratamente, mozzafiato), raggiungiamo il bivio che porta verso Pin Umbrela , con il suo splendido belvedere.
Proseguendo poi lungo il sentiero 7, in discesa fino ad un abbeveratoio, arriviamo al Fortino del Monte Sasso, costituito da un reticolo di trincee e cunicoli ben conservati.
Qui ho voluto sfidare la mia fobia per il buio, le ragnatele e i luoghi ristretti: macchina fotografica in mano, a mo’ di talismano, mi sono inoltrata trattenendo il respiro e scattando foto – letteralmente – alla cieca!


a.t.







































venerdì 12 giugno 2020

30 maggio 2020 - Castellaro Lagusello - Monzambano


Scelgo alcuni scatti del 30 maggio di quest’anno, giusto per serbare memoria di questa strana giornata.
La quarantena sta sciogliendo lentamente i suoi vincoli, ma tutto continua personalmente ad apparirmi surreale.
Ci troviamo in uno dei borghi più particolari della nostra regione, riconosciuto nel 2011 dall’Unesco come patrimonio dell’umanità per valore storico, archeologico e naturalistico.
Il borgo, con il suo castello ben conservato e racchiuso da una convincente cinta muraria, poggia su una graziosa collina e si affaccia su un particolarissimo lago a forma di cuore. Luogo d’incanto, ma…
Scatto poche foto e con grande fatica.
Il borgo è deserto.
Il custode del lago, nascosto da una mascherina che gli copre a malapena la bocca ( un vezzo? un obbligo? un nonsense?), ci apre il cancello spiegandoci le misure di sicurezza in atto. Si raccomanda che vengano rispettate le distanze di sicurezza, che nulla venga toccato, che la passeggiata in quello spicchio di riva duri lo stretto necessario…
Siamo in quattro gatti in croce a varcare il cancello.
Quattro gatti in croce a contenderci tanta bellezza.
Per la prima volta da quando mi è presa la passione per le foto, avverto il peso fisico della mia macchina.
Mi pare di trovarmi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Per quanto sia innegabile la bellezza del luogo, mi è mancata l’ispirazione per scattare qualcosa che racchiuda anche sentimento.

a.t.