La Casa degli Atellani, in Corso Magenta, è uno degli angoli più particolari della città di Milano. L’abbiamo scoperta per caso, navigando in rete e abbiamo deciso di visitarla nel pieno delle festività natalizie.
Netto il contrasto fra una città invasa dalla gente, capace di riservare spazi al di fuori del tempo, sospesi in una dimensione di rara pace e silenzio.
Oltre la facciata di uno dei tanti splendidi palazzi che contorna la via Magenta, ecco dunque un piccolo paradiso, solo in parte, però, accessibile al pubblico.
Come da notizie reperibili sui tanti siti, apprendiamo che la proprietà è attualmente degli eredi della famiglia Conti che, all’inizio del Novecento, acquisì la dimora quattrocentesca di Giacomotto della Tela ( famiglia Atellani) , ricevuta in dono, sua volta da Ludovico il Moro.
Sul retro del palazzo, a pochi passi dalla splendida chiesa di San Maria delle Grazie, dove Leonardo alla fine del Quattrocento dipinse il Cenacolo, ci sono ancora i filari delle viti di Malvasia di Candia Aromatica, che il Maestro ricevette in dono da Ludovico il Moro.
Sempre dal web, risulta che nel 2015 sia stato recuperato il DNA di tali viti e che, a distanza di secoli, sia rinata la Vigna di Leonardo, per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di Casa degli Atellani, grazie agli studi dell’enologo Luca Maroni e al contributo dell’Università degli Studi di Milano
La Casa degli Atellani nel corso dei secoli mutò proprietari e aspetto ( rimando ai siti per ulteriori approfondimenti) e quando fu acquisita dalla famiglia Conti, nel 1922, venne completamente restaurata dall’architetto Piero Portaluppi.
Il suo aspetto rinascimentale subì il contagio del Liberty, che creò una particolare contaminazione artistica. Durante i lavori furono inoltre riportati alla luce affreschi originali del Luini.
Ci pensarono poi le bombe della Seconda Guerra Mondiale a demolire parte dell’edificio.
Oggi, come già accennato, sono visitabili il giardino, i due cortili interni e quattro sale al piano terreno. Giusto un assaggio, dunque, per entrare in punta di piedi in un angolo di tanta bellezza.
Unico appunto: sarebbe meglio scegliere di visitare la Casa degli Atellani con una guida. Il solo supporto web ( viene consegnato un cellulare con applicazione ad hoc) è veramente stringato e poco esaustivo!
a.t.