martedì 26 giugno 2018

16 giugno 2018 - Monza-Resegone




Giornata incerta, ma forse per questo perfetta per una gita in montagna.
Anche noi apparteniamo alle schiera degli amanti della Monza-Resegone, una sfida al limite dell'incredibile.
Ma siamo amanti-spettatori e ci inchiniamo anche questa volta davanti alla forza d'animo degli atleti che hanno percorso quaranta e rotti chilometri a passo di corsa,  prima, e arrancando lungo il Prà di ratt, poi.
Nel nostro piccolo, la nostra piccola sfida di un normale sabato di giugno, è chiaramente limitata al tratto che da Erve si inerpica verso Capanna Monza.
Due ore in salita per noi, comuni mortali.
Poco meno di quaranta minuti per i "super-eroi".
Abbiamo scelto la variante del Prà di ratt, anzichè il sentiero San Carlo, per avvicinarci, almeno spiritualmente, all'impresa dei sopracitati eroici atleti.
Splendida gita, un abbraccio della natura.
Meno spettacolare e panoramica di altre, ma ne vale davvero la pena.
Il Resegone, il cui profilo abbiamo sigillato nel cuore e impresso negli occhi da sempre, è un monte che merita.
a.t.

martedì 12 giugno 2018

9 giugno 2018 - Monte Ocone


Cielo limpido.
La giornata è ideale per sgranchire le gambe su per i monti.
La nostra meta di oggi è il Monte Ocone (non proprio vicinissimo da raggiungere in auto dalla nostra città! Il navigatore – acc*** a lui - ci fa pure compiere la circumnavigazione delle Prealpi, pur di non farci trovar traffico…)

Le cartine segnalano il percorso come “facile, privo di sorgenti/ruscelli". Nessun rifugio all’arrivo.
Tracciato lungo la dorsale orobica lecchese, il sentiero è ben segnalato ( riferimenti 801/571-colori rosso e bianco) ed ha un dislivello scarso. L’unico punto ripido è quello che precede la vetta.
La cima del monte al massimo potrebbe ospitare un micro bivacco , ma la vista da lassù paga la fatica: Monte Rosa, Adamello, Grigne e Resegone, in tutto il loro splendore!

Se il navigatore non vi abbandona, da Villa d'Almè si prosegue in auto fino a Costa Imagna e qui verso Valcava , con deviazione “laghetto del Pertus”.
Qui si trova un ampio parcheggio con vista lago, punto di partenza per l’escursione.
In realtà, il citato lago è un minuscolo bacino artificiale tondo in cemento, veramente brutto a vedersi, attorno al quale si accampano decine e decine di avventori, stile “spiaggia”.
Un comodo sentiero sterrato porta ad un bosco di faggi centenari, la cui bellezza lascia senza fiato. Unici rumori di sottofondo: i nostri passi ed il concerto di volatili sopra le nostre teste.
Il sentiero (801) è praticamente tutto in discesa, a tratti sassoso.
Nascosti dalla fitta vegetazione: una costruzione fatiscente ( un villone mai portato a termine), una serie di caselli per l'uccellagione ( divenuti ora parte dell’Ecomuseo di Val San Martino  - cliccare per maggiori info )
 ed un ex convento recintato ( enorme) di recente fattura, ma abbandonato da anni.
L’innesto con il sentiero 571 giunge fino al ponticello detto degli Spagnoli, che sovrasta il Passo del Pertus.
Dal ponte, osservando con attenzione la roccia sottostante, è visibile una croce scolpita nella roccia.
Subito dopo il ponte, l’ultimo ripido tratto di sentiero che in 15/20 minuti ( dipende dal fiato e dalle gambe!) porta alla cima del monte. Per i più arditi, la meta è raggiungibile anche grazie una recente  Via ferrata - cliccare per maggiori info .

a.t.