“Questa mattina parto, carica di obiettivi.”
Detta così, suona decisamente barocca.
Rimodulo lo stile: “ Con la borsa piena di lenti e tele, passeggio fra i sentieri del Parco”.
- Privilegio non da pochi. -
Ora la visione è meno poetica, ma questo è.
Il mio carico di obiettivi non riguarda alcun progetto in corso d’opera.
Porto solo con me gli strumenti per fermare il tempo.
Solo.
Illusione splendida.
Ho in atto una discussione con A.A.
Quotidianità, il peso delle banalità, l’obiettivo ( ops, il termine è tornato) di elevarsi, di entrare nel flusso della vita.
Il senso delle parole, il senso del fare.
Mentre il nostro parlare ci irretisce in un dedalo di pensieri, un gruppo di libellule si prestano al mio gioco.
Mai esseri più leggiadri.
Un segno, o forse semplice simultaneità di eventi.
Poco più in là uno scoiattolo si ferma ad ascoltarci, ma solo per pochi istanti.
Lo osservo dall’ingrandimento del tele, mentre tutto l’universo attorno diventa vuoto.
a.t.