domenica 4 marzo 2018

4 marzo 2018 - Hangar Bicocca



Hangar Bicocca – dal 15 febbraio al 22 luglio 2018 – Eva Kot’atkova –  The dream machine is asleep
Un’altra mostra con installazioni di grande impatto emotivo all'Hangar Bicocca.
Sculture in ferro, collage, ritagli, oggetti sospesi, burattini inchiodati alla parete di un Black Theatre, a rappresentare paure, ansie, disagi, fobie.
Il corpo umano, rivisitato da Eva Kot’atkova , diventa macchina che necessita di ritmi precisi e di riparazioni periodiche, per poter funzionare e produrre.
Il mondo è rappresentato da 
un’installazione che richiama, allegoricamente, la forma di uno stomaco dove tutto ciò che viene introdotto, produce scarto. Percorrendo un tunnel claustrofobico , si giunge in una piccola area dove è proiettato un video, dai ritmi ipnotici. Qui anche l’aria che si respira è già prodotto di scarto di altri. 
Sculture in ferro simili a gabbie sembrano la prigione di vite non più visibili; una poltrona che ricorda quella di un barbiere è sovrastata da parole stampate e forbici che pendono dall’alto e ondeggiano nel buio. Ad una parete, una miriade di oggetti multicolori e di uso quotidiano contendono la scena ad alcune casse toraciche.
Al centro di questa visione molto dark dell’esistenza umana è collocato il tema del riposo, che è ben lontano dall’essere “sonno riparatore”. Qui i sogni arrivano su un letto dalle dimensioni esagerate, ma solo per generare nuovi incubi o dimensioni parallele poco rassicuranti. Al di sotto del letto i pensieri sono imprigionati nei libri che dondolano appesi a tanti fili colorati.

…disagio, ansia, follia, in un mix sapientemente ricreato dall’artista. Come tante, molte mostre qui all’Hangar, il coinvolgimento emotivo è sempre notevole, ma a mio modesto parere, quello che manca in tutte queste spettacolari rappresentazioni è un atto di coraggio: il superamento della soglia oscura. Resto ancora una volta in attesa di un accenno, di un messaggio, di un suggerimento che evochi almeno uno spiraglio di luce.
a.t.